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Ciclismo e traini: un vecchio copione che si consuma soprattutto nelle tappe di montagna lontano dagli sguardi indiscreti. Fino ad un paio di anni fa, tutto si compiva con il beneplacito di direzione di organizzazione e giuria, con lo scopo di tenere la corsa il più compatta possibile in modo da evitare eccessivi problemi di traffico.

Tanti traini e proteste al Valle d’Aosta, Giudici come turisti non vedono quasi nulla

Ciclismo e traini: un vecchio copione che si consuma soprattutto nelle tappe di montagna lontano dagli sguardi indiscreti. Fino ad un paio di anni fa, tutto si compiva con il beneplacito di direzione di organizzazione e giuria, con lo scopo di tenere la corsa il più compatta possibile in modo da evitare eccessivi problemi di traffico.

Oggi però questa azione vietatissima dai regolamenti, ma tollerata da direttori di corsa e giudici, si compie spesso sotto l’obiettivo indiscreto di uno smartphone che va, senza troppa fatica, ad immortalare l’infrazione compiuta. E’ accaduto due anni fa al Giro delle Valli Cuneesi, si è ripetuto anche al Giro della Valle d’Aosta. Addirittura, secondo quanto riferisce qualche Direttore Sportivo sarebbe, stata la stessa direzione di organizzazione a suggerire alle squadre di tenere un simile comportamento al fine di tenere il più compatta possibile la corsa. Non sappiamo se ciò corrisponda al vero, ma dal momento che un direttore di organizzazione ha trainato alcuni corridori siamo indotti a pensare che questa tesi sia veritiera.

Il mondo è cambiato e con esso anche il ciclismo. Oggi siamo tutti in un grande Grande Fratello e non si può pensare di farla franca. Quando un corridore si dà lo slancio prendendo la borraccia viene sanzionato per “aver danneggiato l’immagine del ciclismo”, cosa potremmo dire dei numerosissimi traini che ci sono stati al “Petit Tour” ?

Con la pubblicazione delle fotografie su facebook ecco arrivare i primi insulti ai corridori e mail di protesta all’organizzazione. Oltre alle proteste sui social network, anche alcuni corridori si sono lamentati, su tutti il campione nazionale elvetico che al microfono di Angelo Gaudenzi ha denunciato proprio queste pratiche vietate.

La giuria, che ha espulso solo tre corridori della squadra belga Ventilair, non è stata assolutamente all’altezza della corsa con il giudice d’arrivo, Fulvio Oloferni, più impegnato a litigare con l’organizzazione o a combattere una lotta impari con i mezzi tecnologici e i motociclisti, Martorini, Di Bella e Romano, che vagavano senza meta per la carovana, probabilmente più intenti ad ammirare i panorami che a controllare la corsa.

Ci chiediamo per quale motivo siano stati espulsi solo i corridori della Ventilair. E ancora, per quale motivo nei giorni successivi alle prime polemiche la giuria non ha saputo prendere le contromisure per impedire la violazione dei regolamenti ? Come mai un Direttore di Organizzazione decide di perdere la sua credibilità per avvantaggiare alcuni corridori violando il regolamento ? Perché, dopo che queste fotografie sono state mostrate alla giuria, i commissari non hanno preso provvedimenti ? Domande a cui non riusciamo a dare una spiegazione logica, anche perché nei gruppetti colti al traino alla prima tappa c’era anche la maglia gialla Sutterlin, poi vincitore della frazione conclusiva, e numerosi corridori che, sempre nella frazione di Aosta, hanno detto la loro rischiando addirittura di vincere.

Qui non si tratta solo di stigmatizzare un comportamento scorretto di alcuni corridori, come nel calcio potrebbero essere i simulatori, qui c’è la connivenza di giuria e direzione di corsa con comportamenti irregolari. Che i corridori tentino di attaccarsi a vetture e moto ci sta, non ci sta che chi è preposto al controllo tecnico della gara non punisca simili comportamenti.

Il Giro della Valle d’Aosta di quest’anno era di gran lunga meno duro rispetto a quello degli altri anni, nonostante questo ci sono stati degli pseudo corridori che non sono neppure riusciti a giungere con le loro forze a mezz’ora dai primi. Come giustamente ha detto qualche Direttore Sportivo, questo meccanismo non va che a peggiorare il ciclismo facendo capire ai corridori con poca voglia di faticare che è sufficiente staccarsi e fare gruppetto per poter scalare le montagne al traino delle vetture con un notevole risparmio di energia.

Anche in vista del Giro delle Valli Cuneesi, gara a tappe che in passato ha già fatto discutere per i numerosi traini, crediamo che giuria e direzione di organizzazione (che è la stessa del Valle d’Aosta) facciano bene a tenere gli occhi più che aperti per evitare che ci siano corridori che si staccano deliberatamente per risparmiarsi al traino. Chissà però se anche Giuria e Direzione di Corsa avranno voglia di svolgere al meglio il loro compito ?

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