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Il ciclismo, attraverso McQuaid, sta per compiere il passo decisivo verso la sua distruzione. Il 18 luglio il Senato francese potrebbe rivelare i nomi dei corridori che nel 98 avrebbero assunto EPO. Per scopi scientifici, infatti, è stato ricercato con le moderne tecniche di indagine EPO all’interno dei campioni del 1998.

Il mondo del ciclismo è compatto:”Giù le mani da Pantani”. Dove sono Di Rocco e Bugno ?

Il ciclismo, attraverso McQuaid, sta per compiere il passo decisivo verso la sua distruzione. Il 18 luglio il Senato francese potrebbe rivelare i nomi dei corridori che nel 98 avrebbero assunto EPO. Per scopi scientifici, infatti, è stato ricercato con le moderne tecniche di indagine EPO all’interno dei campioni del 1998.

Questo esercizio scientifico, e se vogliamo anche statistico, ha portato a 44 positività. 44 corridori che con i metodi di 15 anni fa l’hanno fatta franca e che oggi sarebbero invece incappati nelle maglie dell’antidoping.

Dato che il doping è sempre avanti all’antidoping, questi risultati non ci sorprendono. Ci sorprende però che il Senato francese, prima, e l’UCI poi vogliano diffondere i nomi di questi atleti, ormai prescritti sia dal punto di vista sportivo che penale.

Lo scopo di questa azione è solamente quello di “sputtanare” il ciclismo e i ciclisti. Come se fino ad oggi non si fosse già fatto tanto in questa direzione.

Nel 1998 vinse l’indimenticato Marco Pantani e, al di là delle regole sportive che considerano prescritto tutto, il presidente UCI, Pat McQuaid ha dichiarato di essere pronto a togliere il Tour al Pirata qualora Pantani figuri tra i famigerati 44 corridori.

Ormai è chiaro che McQuaid e l’UCI utilizzano l’antidoping esclusivamente come esibizione del potere e quindi non ci sorprende questa sortita dell’irlandese, quello che ci stupisce è però il silenzio del sindacato internazionale corridori, Gianni Bugno, e del presidente della Federazione italiana, Renato Di Rocco, che è pure vicepresidente UCI.

Il primo, Bugno, dovrebbe impegnarsi per impedire che questi nomi escano, se necessario anche bloccando il Tour de France che per i francesi rappresenta un vero e proprio monumento nazionale, il secondo dovrebbe battere i pugni sul tavolo e pretendere il rispetto della memoria di Marco Pantani, oltre che delle regole.

Invece, ancora una volta, abbiamo un personaggio (McQuaid) che per squallidi giochi di potere si diverte ad affossare ciclismo e corridori e chi dovrebbe tutelarli se ne sta zitto per paura di inimicarsi il potente di turno. E questo è ancora più deprimente.

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