Nonostante le polemiche scatenate da qualche portacolori del team Ceramica Flaminia – Fondriest sulla loro mancata partecipazione al Campionato Italiano Professionisti, la Federazione, questa volta, ha operato correttamente.

 

Cerchiamo di comprendere meglio l’accaduto.

Il regolamento UCI stabilisce che le squadre Continental possano essere composte da professionisti o da dilettanti. La società di gestione della Flaminia – Fondriest è la ASD CIeffe. Dal punto di vista sportivo e giuridico, la Flaminia è esattamente come la Zalf o la Trevigiani. A questo punto entra però in gioco la Legge 91 /81 dello Stato italiano che stabilisce che per avere lo status di professionista un atleta debba correre per una società di capitali (Srl o Spa).

Appare chiaro ed evidente che non è possibile essere tesserati per una Associazione Sportiva DILETTANTISTICA e al contempo avere un contratto da PROFESSIONISTA.

Quindi, giustamente, è stato impedito alla Flaminia di prendere parte all’Italiano Prof, perché i suoi corridori prof non lo sono. Secondo questa logica, Fedi e Manfredi hanno preso parte al campionato nazionale Under 23, gli altri componenti del team avrebbero potuto partecipare al campionato Elite senza contratto.

Poco importa che durante l’anno corrano tra i professionisti, dal momento che le norme sportive stabiliscano che le gare 1.1 e 2.1 oltre che 1.2 e 2.2 possano essere “open”.

Complimenti dunque a Federazione e Lega Professionisti per aver applicato le regole senza preoccuparsi, una volta tanto, di creare qualche illustre scontento.