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Nell'assemblea di Bologna 2011, per le modifiche allo Statuto federale, non percepii nessuna lamentela, anzi a fronte di interventi che cercavano di porre l’attenzione sul significato di  tali norme fummo fatti segno di insofferenze.Oggi leggo molte lamentele, espresse sia dalla base che dai vertici federali. Questi signori dovrebbero imparare quale è la sede deputata per tutelare e difendere i propri diritti.

Troppe delibere presidenziali, Francini:”I consiglieri la smettano di lamentarsi”

Nell’assemblea di Bologna 2011, per le modifiche allo Statuto federale, non percepii nessuna lamentela, anzi a fronte di interventi che cercavano di porre l’attenzione sul significato di  tali norme fummo fatti segno di insofferenze.Oggi leggo molte lamentele, espresse sia dalla base che dai vertici federali. Questi signori dovrebbero imparare quale è la sede deputata per tutelare e difendere i propri diritti.

 

Come nei fatti della politica, solo dopo sappiamo lamentarci: quando siamo chiamati a votare guardiamo la TV per decidere chi votare, senza interessarci di cosa costui voglia poi fare una volta eletto.

Trovo quindi pretestuose le critiche a Di Rocco su questo aspetto: conoscere le regole dello Statuto federale è un dovere di tutti, principalmente di coloro che occupano posti di vertice.

Ed allora ricordiamocele:

Art. 18/1: Il Presidente presenta all’inizio del suo mandato il suo programma tecnico-sportivo

Art. 10/4: L’Assemblea elettiva nazionale provvede all’approvazione dei bilanci programmatici dell’organo di amministrazione

Art. 16/2: Il Consiglio Federale è l’organo preposto al controllo della corretta applicazione del programma tecnico-sportivo.

Da queste tre regole, insignificanti per il 99% dei tesserati, bisogna partire per valutare le lamentele evidenziate in questo articolo.

Però queste tre norme danno ragione al 90% all’operato di Di Rocco.

Infatti nell’esame delle delibere presidenziali bisogna fare distinzione alcune distinzioni:

a)      le delibere presidenziali che fanno riferimento al programma tecnico-sportivo approvato dall’Assemblea elettiva, per le quali al Consiglio federale spetta solo di verificarne la conformità con lo stesso programma

b)      le delibere presidenziali adottate con i poteri del Consiglio federale, per le quali è prevista la competenza a deliberare del Consiglio stesso (che non è delegabile). In queste ultime delibere non sempre, suppongo, si riscontri quella “estrema urgenza” indicata dall’art. 18 comma 4 dello Statuto, dando adito a lamentele che possono essere giustificate.

Ed allora trovo oggi queste lagnanze pretestuose.

Sono altre le cose per le quali, specialmente chi è in Consiglio federale, dovrebbe preoccuparsi.

Ad esempio per le modifiche allo Statuto, fatte arbitrariamente dal Commissario, nessuno si lamenta: una, fra le tante, l’eliminazione dell’Ufficio di Presidenza federale (approvato dall’Assemblea di Bologna) e previsto anche dai Principi fondamentali del CONI.

Angelo Francini

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