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All’interno del Consiglio Federale aleggia un po’ di malumore, poiché qualche consigliere sarebbe indispettito dall’eccessivo utilizzo delle Delibere Presidenziali da parte di Renato Di Rocco. La Delibera Presidenziale è quello strumento che, in condizioni di urgenza, consente al presidente di sostituirsi al Consiglio al quale spetta poi il compito di ratificare quanto deliberato.

Qualche consigliere si lamenta:”troppe delibere presidenziali”, ma alla fine vota sempre per Di Rocco

All’interno del Consiglio Federale aleggia un po’ di malumore, poiché qualche consigliere sarebbe indispettito dall’eccessivo utilizzo delle Delibere Presidenziali da parte di Renato Di Rocco. La Delibera Presidenziale è quello strumento che, in condizioni di urgenza, consente al presidente di sostituirsi al Consiglio al quale spetta poi il compito di ratificare quanto deliberato.

 

Strumento utile, soprattutto in quei casi in cui una società chiede, ad esempio, una deroga che il Consiglio non farebbe in tempo a concedere. Il concetto di urgenza è però molto vago e come ogni cosa vaga ognuno, in questo caso il presidente, può dire tutto il contrario di tutto.

Così scopriamo che l’affidamento di incarico all’ufficio stampa all’agenzia di Angelo Zomegnan è avvenuto tramite delibera presidenziale. Ma non si poteva attendere un mese in più o semplicemente trattare la questione nel Consiglio del mese prima ?

In questi nove anni Di Rocco ha cambiato praticamente tutti i consiglieri tranne Daniela Isetti e Giovanni Duci, ma tutti hanno avuto un denominatore comune: entrati in Consiglio hanno smesso di parlare e pensare per poi scagliarsi contro di lui allo scadere del mandato.

Purtroppo i Consiglieri ritengono che il loro compito raggiunga il suo apice quando vengono eletti e che da lì in poi tutto sia automatico. Non sanno, probabilmente, che loro hanno un potere ispettivo su tutti gli atti federali e che il loro compito imporrebbe un comportamento critico che vada oltre al semplice alzare la mano quando il presidente pone loro una questione.

Il punto però è un altro: Renato Di Rocco in questi anni in assemblea ha avuto i numeri per fare ciò che voleva e, tranne in qualche raro caso, fare eleggere in consiglio chi voleva. E’ facilmente immaginabile che i Consiglieri che ha fatto eleggere Di Rocco non siano stati eletti per le proprie capacità critiche o per la loro voglia di indagare sulle attività della FCI, ma proprio perché alzino solo la mano quando è ora. Contenti loro. 

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