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Riceviamo e volentieri pubblichiamo: inviamo la lettera integrale spedita dal Presidente Rocco Marchegiano al Presidente FCI   e ai "colleghi" Presidenti regionali.  Questo per appianare da subito eventuali e ulteriori polemiche e/o interpretazioni.

Di Rocco vs Marchegiano, ecco la lettera del Presidente piemontese

Riceviamo e volentieri pubblichiamo: inviamo la lettera integrale spedita dal Presidente Rocco Marchegiano al Presidente FCI   e ai “colleghi” Presidenti regionali.  Questo per appianare da subito eventuali e ulteriori polemiche e/o interpretazioni.

La lettera federale con le scuse personali del Presidente Marchegiano, intestata e indirizzata al Prof. Porqueddu, è stata inoltrata per disposizione del Presidente Nazionale, a tutti Comitati Regionali FCI, omettendo fra i destinatari, anche solo per conoscenza, il Comitato Piemonte. 

Omissione, ovviamente, non gradita  che, unitamente alla mancanza di una breve introduzione, hanno motivato l’invio della risposta allegata. Saluti.

Ufficio stampa FCI – CR Piemonte 

Venire a conoscenza di una missiva federale che mi vede protagonista, mio malgrado, utilizzata come gogna mediatica, indirizzata a tutti i Presidenti Regionali, Consiglieri Federali e Addetti ai lavori, tranne che al sottoscritto, se non altro per conoscenza, …. non ha prezzo.

Costa invece, probabilmente troppo, a qualcuno all’interno della FCI, il buon gusto e forse un po’ di educazione. Non so e non pretendo di sapere le modalità pattuite dal Nostro Presidente Federale con il CONI Torinese, per assistere ad un mio così capillare “sputtanamento”.

Voglio piuttosto pensare ad un refuso nella forma o ad una disposizione mal interpretata/eseguita da qualche segretaria di palazzo, ma se così non fosse…

La mia iniziativa contro una certa politica del CONI locale sostanziatasi nella lettera prot.n.12/2011 del 18/02/2011, era stata dettata sicuramente dallo sconforto nel vedere per l’ennesima volta il ciclismo bistrattato politicamente a vantaggio di sport elitari che per cultura, tradizione e diffusione poco o nulla hanno da spartire con la nostra disciplina e con lo spirito che la caratterizza.

Per non esasperare una situazione che aveva ormai raggiunto aspetti grotteschi, con troppi risvolti negativi che non coinvolgevano più soltanto la mia persona, ma anche quelle figure istituzionali menzionate nell’articolo de La Stampa in cui si faceva riferimento nella mia lettera sopra citata (non parlo di FCI e CONI), qualche mese fa mi sono indotto ad avere un chiarimento circa il mio operato con il Presidente Regionale del Coni, dott. Porqueddu, e a consentire, in tal modo, che il processo originato dalla querela da lui presentata per quanto riferito nella mia lettera sopra ricordata, potesse concludersi con il ritiro della querela stessa.

Ho accettato, quindi, di fermarmi. Ma non mi sarei mai aspettato che nella difesa del ciclismo in qualità di Suo rappresentante Federale sul territorio, mi sarei trovato ad essere, non solo abbandonato nella mia lotta, ma anche deriso dai miei “superiori”, rei di disinformazione nei confronti dei colleghi regionali.

La mia persona, la mia dignità, il mio modo di rapportarmi con tutti, sempre a testa alta, non può tollerare l’azione di codesta Federazione che, oggi lascia me, ma spero nessun altro in futuro, solo e senza tutela alcuna in una battaglia in cui, sicuramente alzando i toni per far capire anche a chi è sordo e forse anche sbagliando modi e tempi, mi sono impegnato esclusivamente in nome e per conto del nostro sport e, sottolineo, mai per meri interessi personali.

Pregiatissimo Presidente Renato di Rocco, mi creda, sono deluso dal comportamento sia del Mio Presidente, sia della Mia Federazione. Alla prima occasione utile l’attendo a Torino per continuare questa costruttiva discussione.

Cordiali saluti.

Il Presidente

Rocco Marchegiano

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