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26 maggio 2013 la festosa conclusione bresciana del Giro d’Italia ha consacrato Vincenzo Nibali miglior ciclista italiano per le corse a tappe. Racchiudere con la sola immagine dello “squalo dello stretto” di rosa vestito in Piazza della Loggia sarebbe come mancare di rispetto a quanto accaduto nelle canoniche tre settimane attraverso l’Italia. Un florilegio di emozioni che ha riempito gli occhi e il cuore degli appassionati dello sport del pedale.

Il Giro di … VINCENZO NIBALI

26 maggio 2013 la festosa conclusione bresciana del Giro d’Italia ha consacrato Vincenzo Nibali miglior ciclista italiano per le corse a tappe. Racchiudere con la sola immagine dello “squalo dello stretto” di rosa vestito in Piazza della Loggia sarebbe come mancare di rispetto a quanto accaduto nelle canoniche tre settimane attraverso l’Italia. Un florilegio di emozioni che ha riempito gli occhi e il cuore degli appassionati dello sport del pedale.

Il Giro che passerà agli annali come il “Giro di Nibali” è stato però anche la corsa a tappe che ha visto la capitolazione di quello che veniva indicato prima del via come vincitore. Quel Bradley Wiggins che dopo essere stato il primo britannico a vincere il Tour de France aveva spostato il suo interesse alla corsa di casa nostra. Interesse più che lecito ma che ha dovuto fare i conti con il maltempo, le strade bagnate, le discese sdrucciolevoli, la bronchite e forse uno stato di forma non perfetto. Ma per un suddito di sua Maestà britannica che onorava solo in parte il suo ruolo, un altro è andato ben oltre alle più rosee aspettative. Mark Cavendish, il folletto dell’Isola di Man, ha inanellato 5 vittorie su 5 volate disputate, compresa l’ultima quella della tappa bresciana. Vittoria che indica che nonostante le difficoltà meteorologiche il nostro ha onorato fino in fondo la corsa rosa e il suo ruolo di Sprinter più veloce del Mondo. Indossando in maniera definitiva la Maglia Rossa della classifica a punti. Detto dei due sudditi di sua Maestà britannica, c’è stato gloria anche per chi pur non essendo cittadino del Regno Unito lo è di un paese membro del Commowelth, quindi sempre sotto la Corona Britannica, sto parlando dell’australiano Cadel Evans. Il Campione del Mondo di Mendrisio 2009 dopo aver occupato a lungo la seconda piazza si è dovuto accontentare di un pur sempre onorevole terzo posto.

Quello appena concluso è stato però anche il Giro dei colombiani Uran e Betancur. Il primo ancor prima di essere affrancato da compiti di gregariato nei confronti del suo Capitano Wiggins ha dimostrato il suo valore in salita e nella resistenza. Il secondo nonostante l’incoscienza della giovane età non solo ha intrappreso una splendida lotta sportiva con il polacco Majka, altra bellissima sorpresa, ma si è “portato a casa “ la maglia bianca, che non sarà rosa, ma se conquistata occupando il quinto posto della generale ha il suo peso.

Che dire poi del primo giro di un debuttante di 36 anni? Tanti infatti ne ha Luca “Gerva” Paolini che al suo primo Giro ha avuto l’onere e l’onore di vestire la maglia rosa, che ha difeso con la grinta dei grandi e che ha dovuto cedere con un giorno di anticipo su quello che elenco tappe alla mano veniva ipotizzato da tutta la carovana.

La corsa rosa è stata foriera anche della rinascita sportiva di uno dei talenti italici inespressi  più attesi e sempre sul punto di esplodere, Giovanni Visconti.  Il portacolori della Movistar reduce dalla depressione culminata con il ritiro al Giro dello scorso anno ha saputo cogliere ben due successi, il primo dei quali culminato alla fine di una lunga fuga e farcita da lacrime e gocce di pioggia.

Ospite inatteso e ingombrante della “Festa di Maggio” è stato il maltempo che ha costretto gli organizzatori a fare dei veri e propri salti mortali per non snaturare l’evento e che sono stati costretti loro malgrado ad annullare la tappa regina dell’edizione 2013 per salvaguardare la sicurezza dei principali interpreti, i ciclisti. Maltempo che comunque non è riuscito a rovinare questo splendido Giro, nonostante l’aver messo alle corde Braddley Wiggins viste le sue manifeste difficoltà nell’affrontare le discese sotto la pioggia e l’asfalto viscido.

Purtroppo il Giro appena concluso non si è fatto mancare proprio niente. Dopo il ritiro del francese Georges per una poco chiara faccenda di sospetto doping con una sostanza di libera vendita in Francia e forse la mancanza di un certificato medico che ne autorizzasse l’utilizzo non è mancato neanche un clamoroso caso di doping. Danilo Di Luca, ritornato al ciclismo che conta grazie all’ingaggio della Vini Santini – Selle Italia è risultato positivo ad un controllo antidoping e ha chiuso in maniera disonorevole una carriera già segnata da eventi simili. Significativo il titolo apparso su uno dei giornali accreditati al seguito del Giro “Il Killer si è suicidato”.

In chiusura un omaggio a chi è stato capace in questi 21 giorni di gara è stato capace di passare per primo sotto la striscione d’arrivo:

Cavendish – Team SKY – Paolini – Battaglin – Degenkolb – Cavendish – Hansen – Dowsett – Belkov – Uran – Navardauskas – Cavendish – Cavendish – Santambrogio – Visconti – Intxausti – Visconti – Nibali – Nibali – Cavendish.

 

Mario Prato

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