Lo abbiamo sempre sostenuto: il ciclismo è masochista. L’ennesima conferma a questa nostra convinzione è arrivata per il modo in cui è stato gestito il caso del francese Georges. Premettiamo che il Giro d’Italia è bellissimo e sta offrendo un grande spettacolo, ma nonostante questo ieri negli ambienti non prettamente ciclistici non si parlava dello spettacolo offerto, ma solo dell’ennesima positività di un corridore.

Non solo, anche i giornali non sportivi hanno dato ampio spazio alla notizia della positività del francese gettando di fatto ulteriore fango su uno sport che ha abbondantemente pagato. L’aspetto più curioso è che non si tratta di una positività ad un prodotto dopante di primo grado, il prodotto incriminato è una crema che in Francia è venduta anche senza ricetta.

In poche parole è uno di quei casi che altri sport non prendono neppure in considerazione. Ad essere onesti anche l’UCI c’è andato estremamente cauto, ma nonostante questo la Ag2r ha deciso, seppur in modo ufficioso, di fare ritirare il corridore dal Giro e oggi addirittura pare che la squadra possa autosospendersi dal prossimo Giro del Delfinato.

Lavenu, Team Manager Ag2R, non ha capito che è proprio con atteggiamenti del genere che si alimenta nel popolo extraciclistico, quello cioè che non sa quanto stia facendo il ciclismo per debellare il doping, la convinzione che il ciclismo sia uno sport di dopati. Evviva il ciclismo e i corridori crocifissi sempre sulla pubblica piazza.