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Domenica ore 17.20 su Rai3 “Il Processo alla Tappa”, su SkySport “Sky Calcio Show”. Dal punto di vista delle argomentazioni giornalistiche non c’è confronto: il Giro d’Italia sta offrendo innumerevoli spunti, mentre ormai il campionato di calcio sta andando verso la fine e gli argomenti interessanti sono veramente pochi.

Giro in TV 6: Il Giro è bellissimo, ma al “Processo” si parla di tutto fuorchè di ciclismo

Domenica ore 17.20 su Rai3 “Il Processo alla Tappa”, su SkySport “Sky Calcio Show”. Dal punto di vista delle argomentazioni giornalistiche non c’è confronto: il Giro d’Italia sta offrendo innumerevoli spunti, mentre ormai il campionato di calcio sta andando verso la fine e gli argomenti interessanti sono veramente pochi. Eppure a guardare le due trasmissioni di approfondimento, sembra che sia esattamente l’inverso. La differenza tra le due conduttrici è innanzitutto estetica, non perché una sia più o meno carina, ma perché una è curata, come dovrebbe essere chiunque  si presenti in TV, all’altra mancano solo pantofole e bigodini. La seconda differenza è nell’impostazione del programma: Sky Calcio Show non ha una scaletta preconfezionata e gli argomenti vengono decisi praticamente sul momento sulla base dell’andamento delle partite appena concluse. “Il Processo” ha una scaletta rigida che non cambia in base agli spunti che la tappa ha offerto. Pensiamo alla scaletta odierna che anziché dedicare il giusto spazio a capire le difficoltà di Wiggins e a “processare” Hesjedal, prevedeva la fondazione Veronesi, Andrea Bartali, il nipote di Fiorenzo Magni e a tale Valeria Sanna organizzatrice di un evento di beneficenza. Sia chiaro che non abbiamo nulla contro i messaggi positivi trasmessi dalle trasmissioni sportive, ma questi devono essere un contorno e non una parte fondamentale. Sky, nel corso dell’anno, ha dato spazio a innumerevoli iniziative benefiche senza mai però porle giornalisticamente su un piano più elevato rispetto all’argomento della trasmissione.

Un’altra differenza sta nell’approccio ai vari argomenti sportivi: da una parte si cerca quasi di mettere in difficoltà l’ospite con domande pepate che possono dare spunti interessanti e incontrare il piacere del telespettatore, dall’altra il tutto è all’insegna del “volemose bene” si parla di mogli, di figli e di dolcezze allo stato puro. Infatti, proprio mentre su RaiSport Alessandra De Stefano diceva a Nibali che aveva un bacio stampato sulla guancia e che sua moglie sarebbe stata gelosa, su Sky Ilaria D’Amico incalzava l’allenatore in seconda del Napoli Frustalupi sul futuro tecnico della società e lo redarguiva perché all’intervista si era presentato lui e non l’allenatore Mazzarri.

Questo è un Giro bellissimo ed è un vero peccato che non si sappia cogliere tutti gli spunti che offre, ma che si continui ad utilizzare la televisione (pubblica) per elargire visibilità a pioggia, senza interrogarsi su cosa voglia il pubblico che guarda una trasmissione di approfondimento ciclistico.

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