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Partiamo dall’anno scorso. Il migliore era Paolo Savoldelli, seguito da Paolo Belli e la miglior trasmissione era “Si Gira”, almeno così avevamo scritto in tempi assolutamente non sospetti. Bene, quest’anno non c’è più Savoldelli, non c’è Belli e hanno soppresso “Si Gira”. Non c’è che dire, tra noi e Bulbarelli c’è una vera sintonia inversa.

Giro in TV 2: Il triste spazio mattutino del Giro di RaiSport

Partiamo dall’anno scorso. Il migliore era Paolo Savoldelli, seguito da Paolo Belli e la miglior trasmissione era “Si Gira”, almeno così avevamo scritto in tempi assolutamente non sospetti. Bene, quest’anno non c’è più Savoldelli, non c’è Belli e hanno soppresso “Si Gira”. Non c’è che dire, tra noi e Bulbarelli c’è una vera sintonia inversa.

Di Savoldelli parleremo probabilmente nei prossimi giorni, oggi vogliamo parlare di “Si Gira”, la trasmissione mattutina sul Giro d’Italia che si teneva in diretta dal villaggio alternando il ciclismo all’enogastronomia con garbo ed ironia. Questo è stato sostituito da uno spazio all’interno di “Mattina Sport”, copia malriuscita di SkySport24.

Quando abbiamo saputo di questo cambiamento, abbiamo ipotizzato che fosse per motivi di orario, infatti, una trasmissione come “Si Gira” ha bisogno di un orario fisso, mentre uno spazio all’interno di un’altra trasmissione può variare a seconda degli orari di partenza.

Invece no, ieri la tappa è partita alle ore 12.30 e tutte le interviste sono state mandate in onda in differita, esattamente come si sarebbe fatto a “Si Gira”. Se questo cambiamento non ha migliorato le vecchie criticità, con la conduzione di Ivana Vaccari dallo studio di Roma si è addirittura peggiorato il prodotto. Arianna Secondini non ha feeling con Gigi Sgarbozza che risulta spento e lontano dal suo pittoresco stile e l’intervistatore Enrico Cattaneo non ha ancora capito che chi corre il Giro d’Italia si chiama “corridore” e non “ciclista”. L’assenza di uno show man come Paolo Belli dà il colpo di grazia.

La RAI con un colpo di spugna ha cancellato un programma nazional popolare che piaceva non solo agli appassionati di ciclismo, ma anche alle casalinghe, in favore di un programma che non è né tecnico né di colore. Forse avrebbero fatto più bella figura a sopprimere questo spazio piuttosto che a snaturarlo completamente.

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