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Quest’anno il prodotto RAI al Giro d’Italia sembra migliore rispetto a quello degli anni scorsi, pur senza novità e senza il super Paolo Savoldelli il prodotto fino ad ora proposto è dignitoso. I cronisti RAI sono però estremamente carenti dal punto di vista regolamentare. Se nel calcio, infatti, ogni trasmissione ha il suo “moviolista” e i giornalisti, come ad esempio Fabio Caressa, seguono da vicino le vicende arbitrali riuscendo così a dare interpretazione regolamentari corrette, nel ciclismo troppo spesso danno l’impressione di non conoscere la materia e di parlare senza troppa cognizione di causa.

 

Giro in TV 3: Il Regolamento, uno sconosciuto ai cronisti RAI

Quest’anno il prodotto RAI al Giro d’Italia sembra migliore rispetto a quello degli anni scorsi, pur senza novità e senza il super Paolo Savoldelli il prodotto fino ad ora proposto è dignitoso. I cronisti RAI sono però estremamente carenti dal punto di vista regolamentare. Se nel calcio, infatti, ogni trasmissione ha il suo “moviolista” e i giornalisti, come ad esempio Fabio Caressa, seguono da vicino le vicende arbitrali riuscendo così a dare interpretazione regolamentari corrette, nel ciclismo troppo spesso danno l’impressione di non conoscere la materia e di parlare senza troppa cognizione di causa.

 

 

La prima gaffe è avvenuto nella cronosquadre quando, in concorso con i tecnici Sky, erano convinti che la maglia andasse a Cataldo. La seconda è avvenuta in occasione della mancata neutralizzazione di Wiggins, il regolamento prevede infatti che solo i corridori coinvolti nella caduta possano essere accreditati del tempo del gruppo di cui facevano parte. Oltre ai corridori effettivamente caduti, la giuria può infatti neutralizzare anche coloro che dall’altrui caduta hanno subito un danno, come ad esempio nella caduta di Napoli.

Non parliamo di Alessandra De Stefano che ha affermato che la Sky avrebbe potuto ricorrere, quando per i fatti di corsa tutti dovrebbero sapere che la decisione della giuria è inappellabile. Per fortuna ci ha pensato Martinello a correggerla.

Oggi, pur senza particolari problemi normativi, Francesco Pancani e Davide Cassani hanno ripetuto in due occasioni che i leader possono rilassarsi dopo il cartello dei meno tre al traguardo, non considerando che il tempo viene preso sulla linea del traguardo e che la neutralizzazione vale solo ed esclusivamente in caso di caduta o incidente meccanico.

Pancani e Cassani sono due grandi professionisti che si informano su un numero elevatissimo di cose, perché prima del Giro non hanno investito una mezza giornata nella lettura del regolamento ? E ancora, perché non sfruttano qualche consulente informale esperto di regolamenti, si eviterebbero tante figuracce gratuite.

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