Torna l’apprezzata rubrica “Torta in faccia” e la prima vittima è Filippo Pozzato. Corridore ricco di talento che da troppo tempo non riesce a vincere una corsa di primo piano. L’altro giorno al processo nello stucchevole siparietto con Luca Paolini sembrava più un comico di quart’ordine piuttosto che un talento del pedale e oggi, che avrebbe dovuto aiutare Roberto Ferrari nel finale di corsa, è stato coinvolto in una caduta è rientrato, ma non è riuscito ad adempiere al suo compito e all’arrivo ha incolpato di questo i giudici che, citiamo testualmente “Non ti lasciano attaccare alle macchine per rientrare dopo le cadute”.

Pozzato dovrebbe sapere che la cadute fanno parte del gioco e che per evitarle, spesso è sufficiente correre negli avamposti del plotone, pretendere delle palesi infrazioni al regolamento per ovviare a degli errori.

Polemica a parte, ci viene il dubbio che Pozzato sia sempre più interessato a crearsi un personaggio che a fare il corridore. Noi siamo sempre favorevoli ai corridori che escono dall’anonimato, a patto però che anche il sella riescano ad essere protagonisti. E Pozzato, ultimamente, dal punto di vista agonistico ha ben poco da dire.