Pare ormai certo che Mario Minervino non abbia accettato l’incarico all’interno della Struttura Tecnica Federale. Non sappiamo quale sia il vero motivo, ma i rumors dell’ambiente suggeriscono che il dirigente varesino si aspettasse di essere nominato presidente e che il ruolo di componente, dopo anni due anni in cui è stato presidente di fatto, gli andasse un po’ stretto.

Se così fosse, non ci sentiremmo di dare torto né a lui per la reazione né a Di Rocco per la scelta di Cazzaniga. Minervino è sicuramente un dirigente preparato che negli ultimi anni ha svolto bene il ruolo di componente delle STF, prima, e di presidente ff, dopo le dimissioni di Fioritto, ma forse politicamente non ha saputo muoversi  bene privilegiando i rapporti diretti con il Presidente rispetto al passaggio dal Comitato Regionale.

Facendo poi un ragionamento elettorale, Minervino non è riuscito ad essere eletto a grande elettore di Varese, mentre il Comitato Lombardo, con il cambio di bandiera dell’ultimo mese, ha garantito a Di Rocco un buon numero di voti, consentendogli di essere eletto senza il rischioso ballottaggio. Tra i due, il Presidente è sicuramente più in debito verso Bernardelli & c che non verso Minervino che è già stato gratificato con l’inserimento in una commissione UCI.