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Il prossimo 8 febbraio il nuovo Consiglio Federale sarà chiamato a decidere sulle nomine nelle varie commissioni tra le quali quella dei Giudici di Gara. Con tutta probabilità il presidente sarà Mirco Monti, commissario preparato, stimato in ambito internazionale e soprattutto lombardo. Una delle motivazioni del dietrofront della Lombardia, che ha consentito a DI Rocco di superare il fatidico quorum del 55% e di confermarsi presidente, è infatti da ricercare nel desiderio di questa regione di avere posti di rilievo nelle varie commissioni per poter così iniziare la risalita.

Giudici: Monti verso la presidenza nazionale, ma con l’incognita della squadra

Il prossimo 8 febbraio il nuovo Consiglio Federale sarà chiamato a decidere sulle nomine nelle varie commissioni tra le quali quella dei Giudici di Gara. Con tutta probabilità il presidente sarà Mirco Monti, commissario preparato, stimato in ambito internazionale e soprattutto lombardo. Una delle motivazioni del dietrofront della Lombardia, che ha consentito a DI Rocco di superare il fatidico quorum del 55% e di confermarsi presidente, è infatti da ricercare nel desiderio di questa regione di avere posti di rilievo nelle varie commissioni per poter così iniziare la risalita.

 

Il commissario varesino sarebbe ben disposto ad accettare l’incarico, ma il nodo sembra essere quello relativo alla commissione. Monti avrebbe infatti scelto una propria squadra composta dal veneto Albino Bertazzon, dal toscano Giulio Monaci, dall’umbro Rufino Martellini e dal campano Domenico Passaretta. Non c’è che dire, una squadra di tutto rispetto sia per la geopolitica sia per le competenze messe in campo.

Proprio sulla squadra potrebbero esserci i primi problemi, infatti, Martellini avrà con tutta probabilità il veto di Roscini, tra i due non corre buon sangue, e, come già dimostrato in passato, il presidente umbro sa essere molto influente sulla politica di Di Rocco. Al posto di Martellini potrebbe così entrare in commissione, anche in rappresentanza del fuoristrada, l’umbro Giuseppe Antoniacci. Il secondo problema è rappresentato da Gianfilippo Mastroviti che Di Rocco vorrebbe confermare all’interno della stanza dei bottoni dei commissari, forse anche per ripagarlo della fedeltà che il commissario di Pontremoli già ha sempre riservato.

Non sembrano esserci particolari problemi invece per la nomina di Bertazzon, scelto in autonomia dal Veneto, e di Passaretta che andrebbe a sostituire Tirone in rappresentanza del sud avendo però un curriculum assai più ricco.

Pare però che Monti abbia a più riprese ribadito di accettare l’incarico solo se anche la sua squadra sarà accettata in toto, se, dopo le correzioni evidenziate, il commissario varesino decidesse di non accettare di essere il Presidente di una commissione, dal suo punto di vista, zoppa, Di Rocco non infrangendo alcun patto con la Lombardia sarebbe libero di fare la commissione che più gli aggrada, magari assegnando la presidenza a Mastroviti e inserendo in commissione il romano Eduardo Margiotta e l’emiliana Patrizia Pietra. Staremo a vedere, l’8 febbraio è vicino, ma di ribaltoni, ne siamo certi, ce ne saranno ancora tanti.

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