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Manca ormai sempre meno all’assemblea di sabato a Levico e Di Rocco è più che mai intenzionato a vendere cara la pelle. Partito con i favori del pronostico è andato man mano perdendo sempre più consensi e nelle ultime ore, anziché abbattersi e iniziare ad abituarsi ad una sua sconfitta, sta combattendo come un leone, anzi come un lupo abruzzese, per portare a casa il risultato.

I consensi non superano il 50%, ma il “lupo” Di Rocco non molla

Manca ormai sempre meno all’assemblea di sabato a Levico e Di Rocco è più che mai intenzionato a vendere cara la pelle. Partito con i favori del pronostico è andato man mano perdendo sempre più consensi e nelle ultime ore, anziché abbattersi e iniziare ad abituarsi ad una sua sconfitta, sta combattendo come un leone, anzi come un lupo abruzzese, per portare a casa il risultato.

Come abbiamo già scritto, a lui non interessa essere amato dall’ambiente del ciclismo, se valesse il suffragio universale (una tessera un voto)il suo consenso sarebbe pari al 5% – 10%, a lui interessa riuscire ad ottenere il fatidico 55% dai delegati.

Per fare questo sta cercando di conquistarli uno ad uno proprio come un vero lupo affamato, li chiama o li fa chiamare e con tutti prova a toccare le giuste corde che possano fare cambiare idea.

Ha fallito nel Veneto, dove la situazione non si è spostata rispetto alla nostra proiezione di qualche tempo fa, ma ha centrato in altri posti ha centrato l’obiettivo, come ad esempio a Brescia dove il gruppo Zanardini, prima vicini a Claudio Santi ha ufficializzato che voteranno proprio per erredierre.

Una cosa è certa, se per l’elezione fosse determinante ciò che Di Rocco ha fatto in questi anni, non avrebbe speranza. Al pari, se contassero programmi e intenzioni, sarebbe spacciato pure per ciò che ha dichiarato, ad esempio, nell’intervista rilasciata a Cycling Pro.

Probabilmente questo lo sa anche Di Rocco che non perde tempo in missioni impossibili, come quella di raccontare tutto il bene che ha fatto al ciclismo, lui va direttamente ad agire sui delegati, in fondo sono loro che hanno in mano il suo futuro.

E così c’è chi chiede lecitamente rassicurazioni su una cosa e chi sull’altra e lui, il lupo, è particolarmente attivo nel recepire le istanze dei delegati. Tutto lecito, sia chiaro, ma tutto questo cos’ha a che fare con il bene del ciclismo ?

Secondo i nostri calcoli, Di Rocco è ancora sotto la fatidica soglia del 50%, se dovesse farcela a confermarsi presidente per il terzo mandato consecutivo, pur non condividendo metodi e obiettivi, non ci resterebbe che toglierci il cappello e fargli i complimenti per il risultato conseguito.

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