Fino a prova contraria ogni gara del ciclismo italiano riceve autorizzazione ed è organizzata da società affiliata alla Federazione Ciclistica Italiana. Quindi, riconoscenza per chi organizza gare piccole e grandi, di amici, nemici, avversari con eguali diritti e doveri. Siano per giovani atleti e professionisti di qualsiasi disciplina e sesso. Ma tutti insieme abbiamo solo un obiettivo in comune, la crescita del ciclismo Italiano. Quindi credo che il Giro debba essere apprezzato nel mondo per la bellezza del nostro paese e per l’Italianità, non per escludere gli Italiani. Kamikaze ne abbiamo già a sufficenza, sponsor che sono fuggiti per mancanza di garanzie e sicurezze di pubblicità favorevole. Non per non pagare stipendi e contributi, quindi queste uscite, sono già un danno enorme. Non permetteremo la continuazione di questo scempio, il Giro è grande ed organizzato da grandi e bravi organizzatori ma non dai padroni del ciclismo. Il rispetto reciproco porterà tutti i professionisti Italiani in regola a correre il Giro, come loro dirittto ed ambizione fin da bambini.