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Più volte in questi otto anni ci siamo trovati difronte ad un’interpretazione delle regole molto lontana da quella letterale e molto più vicina agli interessi di una delle parti in gioco, ma ciò che sta accadendo in questi giorni crediamo non abbia veramente eguali in un sistema democratico e rispettoso delle norme quali è il ciclismo.

 

Una sola regola e tante interpretazioni, guarda caso sempre favorevoli a Di Rocco

Più volte in questi otto anni ci siamo trovati difronte ad un’interpretazione delle regole molto lontana da quella letterale e molto più vicina agli interessi di una delle parti in gioco, ma ciò che sta accadendo in questi giorni crediamo non abbia veramente eguali in un sistema democratico e rispettoso delle norme quali è il ciclismo.

 

 

L’articolo 32 dello Statuto impone che unitamente alla candidatura alla carica di presidente regionale vada presentato il programma e inviato, tramite raccomandata, al proprio Comitato e alla Segreteria Generale. Fino a qui tutto chiaro, ma l’interpretazione data da una sempre meno credibile commissione elettorale varia a seconda di chi siano i candidati.

CASO CAMPANIA: Sabatino Raimo, candidato del gruppo Santi contrapposto al dirocchiano Cutolo, avrebbe inviato il suo programma elettorale esclusivamente al Comitato Regionale e non alla Segreteria Generale. Se così fosse la sua esclusione, pur estremamente fiscale, sarebbe corretta poiché il programma andava inviato anche alla Segreteria Generale.

CASO UMBRIA: Del programma di Carlo Roscini non c’è traccia da nessuna parte né sull’organo ufficiale, né nel sito federale, né sul sito del Comitato Umbria. Dal momento che la pubblicazione è indispensabile, o c’è stato un errore plurimo e reiterato nel tempo da parte della Segreteria Generale oppure, come pare, Carlo Roscini non ha presentato il proprio programma. Carlo Roscini non è però stato escluso ed è anzi diventato Presidente del Comitato.

CASO PUGLIA: La Commissione Elettorale ha escluso il candidato Fernando Maggiore (candidato del gruppo Bianco) poiché non avrebbe presentato il programma, peccato che però lui sostenga di averlo fatto e che il costo e il peso della raccomandata avvalorino questa sua tesi, poiché è assai improbabile che un candidato inserisca nella busta dei fogli bianchi (solo per fare peso) e non il programma. Molto più probabile che il programma si sia “perso” negli uffici romani e pugliesi.

UN ALTRO CASO: Dopo il caso Roscini, siamo stati contattati da un altro candidato presidente che ha chiesto di mantenere l’anonimato, il quale ci ha riferito di essere stato contattato dalla Commissione Elettorale, la quale non avrebbe trovato il suo programma in allegato al fax, programma però correttamente allegato alla raccomandata. Nonostante ciò, la commissione ha preteso l’immediato invio tramite mail del programma.

Come abbiamo visto, nei quattro casi proposti ci sono state quattro interpretazioni diverse, guarda caso sempre favorevoli all’attuale potere.

Se la regola si fosse applicata in maniera rigida, sarebbero stati da escludere sia Raimo che Roscini, con un punto interrogativo su Maggiore.

Se la regola è invece quella che si è applicata per Roscini, non andavano esclusi né Raimo né Maggiore.

E ancora, perché l’altro candidato da noi citato, ha ricevuto la telefonata della Commissione Elettorale, mentre Raimo e Maggiore si sono visti esclusi senza possibilità di appello ?

Tutto questo sembra avvalorare i timori di tanti tesserati che anche il 12 gennaio a Levico possano avvenire cose molto lontane dalle regole e dalla correttezza, staremo a vedere.

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