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Anche l’assemblea toscana, dopo tutte le varie assemblee provinciali della regione, hanno bocciato senza troppo appello Renato Di Rocco e il suo gruppo. Il neo presidente del Comitato, il dirocchiano Bacci, ha vinto perché unico candidato perché, anche qui come in Lombardia, l’astensionismo e un elevato numero di schede bianche non esprimono certamente la vicinanza della regione al nuovo presidente che dovrà fare i conti con un Consiglio quasi interamente nuovo rispetto al passato e comporto in grande maggioranza da antidirocchiani.

La Toscana (ri)boccia Di Rocco, per lui consenso sempre più in calo

Anche l’assemblea toscana, dopo tutte le varie assemblee provinciali della regione, hanno bocciato senza troppo appello Renato Di Rocco e il suo gruppo. Il neo presidente del Comitato, il dirocchiano Bacci, ha vinto perché unico candidato perché, anche qui come in Lombardia, l’astensionismo e un elevato numero di schede bianche non esprimono certamente la vicinanza della regione al nuovo presidente che dovrà fare i conti con un Consiglio quasi interamente nuovo rispetto al passato e comporto in grande maggioranza da antidirocchiani.

Questo dato non ha particolare valore per quanto riguarda l’assemblea di Levico, i delegati toscaniche voteranno per Di Rocco saranno poco più di un terzo e, nonostante corteggiamenti di varia natura, non sembrano intenzionati a cambiare idea.

La discesa in campo di Gianni Sommariva pare aver sottratto qualche altro voto a Di Rocco, in particolare in Sicilia. Il presidente sembra però aver recuperato qualche delegato in Campania, anche se l’esposto sul delegato di Benevento potrebbe andare a togliergli un’ulteriore delegato. Tecnici e Atleti, anche se penalizzati da una norma assurda che va a premiare quelle province che hanno meno tesserati, tranne in qualche regione, stanno uscendo i delegati di queste due categorie e non sembrano essere dirocchiani, in particolare in Lombardia il punteggio sarebbe piuttosto netto, tant’è che ci sarebbe già stata una telefonata da parte di qualcuno per “convincere” due atleti a non andare a votare. Di questa vicenda ce ne occuperemo però più avanti.

Non vogliamo criticare Di Rocco, lui ha i suoi disegni mentali, i suoi scopi e il suo personale modo di concepire la Federazione. Ci lasciano perplessi invece le persone che lo voteranno ancora. Vorremmo capire cosa li spinge, quali percorsi mentali seguano. Non stiamo parlando di ruffiani o lacchè, quelli ci sono sempre, parliamo delle persone appassionate, oneste e che faticano senza percepire un solo euro per fare del bene al ciclismo, questi credono davvero che, dopo questi otto anni, Di Rocco possa fare qualcosa di buono per il ciclismo ?

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