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Che qualcosa nell’atteggiamento di Renato Di Rocco fosse cambiato già ce n’eravamo accorti, per la prima volta, infatti, ai sorrisini ironici e alle frasi a metà, il presidente ha scelto da un paio di giorni gli attacchi frontali, ma che proprio lui, dopo quasi otto anni di regno, decidesse di dedicare una pagina sul suo sito ufficiale proprio a ciclismo-online ci fa capire che la metamorfosi pare essersi ormai completata.

Per Di Rocco ciclismo-online è come l’inferno dantesco …

Che qualcosa nell’atteggiamento di Renato Di Rocco fosse cambiato già ce n’eravamo accorti, per la prima volta, infatti, ai sorrisini ironici e alle frasi a metà, il presidente ha scelto da un paio di giorni gli attacchi frontali, ma che proprio lui, dopo quasi otto anni di regno, decidesse di dedicare una pagina sul suo sito ufficiale proprio a ciclismo-online ci fa capire che la metamorfosi pare essersi ormai completata.

Probabilmente tra qualche giorno perderà i baffi, gli cresceranno capelli fino alle spalle, la sua voce diventerà più acuta e magari gli verrà pure l’accento veneto.

Di Rocco (o chi per lui) non è riuscito a cogliere l’intento provocatorio, evidentemente riuscito a pieno, nel sottotitolo del sito: “la voce della verità”. Nessuno è convito di avere la verità in tasca. Forse solo il presidente è convinto che Antonio Ricci, padre di Striscia la Notizia, vada in giro con il pannolone dopo aver sottotitolato “la voce dell’incontinenza” o che abbia problemi di erezione legati a “la voce dell’impotenza”. Lasciamolo convinto così, in fondo tra Dante, al cui inferno siamo stati paragonati, e Antonio Ricci preferiamo di gran lunga il paragone con il primo.

Battute a parte, non ce l’abbiamo affatto con Renato Di Rocco, crediamo semplicemente che in questi otto anni, sotto la spinta del suo immobilismo, il ciclismo sia peggiorato non poco. I 260 giorni l’anno che Di Rocco dice di passare in giro per l’Italia dovrebbero servire a qualcosa. Dovrebbe raccogliere le critiche e prenderle come spunto per provare a migliorare il ciclismo. I tesserati agonisti sono in diminuzione, il numero di gare è in drastico calo, il settore professionistico sta piangendo lacrime amare per essere passato da 4 squadre Pro Tour del 2005 a 2 squadre nel 2013 di cui una con sponsor straniero. I campioni del ciclismo italiano sono sconosciuti al grande pubblico e la lotta al doping pare aver portato solo un allontanamento della gente spaventata dall’equazione ciclismo uguale a doping.

Di Rocco ricorderà che nei suoi primi mesi alla guida della Federazione ciclismo-online era al suo fianco, suscitando tra l’altro le ire dei commissari con i quali in quel periodo era in lite. Di Rocco è alla guida della Federazione da 92 mesi, in tutto questo periodo ha fatto almeno 46 cose (una ogni due mesi) positive per il ciclismo ? Se si, sfidiamo lui, la pasionaria veneta o qualunque altro suo fans ad inviarci tale elenco.

Ringraziamo per i numerosissimi attestati di solidarietà (pubblici e privati), che rischiano di dare alla vicenda un’enfasi superiore a quella che merita e che lo stesso Di Rocco (o chi per lui) si aspettava e non certo a suo favore.

Ci ripetiamo, ma noi di interviste preconfezionate via mail, contrariamente ad altri, non ne facciamo. Se Renato Di Rocco ha il coraggio di rilasciarci un’intervista non concordata gli daremo volentieri spazio mettendo (come è stato fatto in occasione dell’assemblea di Torino) la sua dichiarazione letterale, in caso contrario ce ne faremo una ragione e il mondo del web potrà capire in maniera inequivocabile se siamo noi ad essere contrari a lui oppure se sia lui a essere a favore solo di quei siti che scrivono esattamente ciò che lui vuole o che a lui torna utile.

Caro presidente, come le direbbe Beppe Grillo:” Alla rete non si può mentire” e lei presto se ne accorgerà.

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