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Ad annunciarlo è stato Claudio Santi, prima attraverso facebook e poi con una mail, Di Rocco, intervenuto all’assemblea di Milano, avrebbe detto di essere costretto a candidarsi per la “pochezza degli avversari”, accusati di “avere appetiti di soldi”. Santi, da candidato, ha giustamente scritto a tutti i Presidenti Regionali affinché impediscano il ripetersi di simili episodi, con Di Rocco che utilizza un’assemblea di tutti per fare , senza contraddittorio, la propria campagna elettorale denigrando gli avversari.

Di Rocco sminuisce i suoi avversari, ma viene bocciato da molte assemblee provinciali

Ad annunciarlo è stato Claudio Santi, prima attraverso facebook e poi con una mail, Di Rocco, intervenuto all’assemblea di Milano, avrebbe detto di essere costretto a candidarsi per la “pochezza degli avversari”, accusati di “avere appetiti di soldi”. Santi, da candidato, ha giustamente scritto a tutti i Presidenti Regionali affinché impediscano il ripetersi di simili episodi, con Di Rocco che utilizza un’assemblea di tutti per fare , senza contraddittorio, la propria campagna elettorale denigrando gli avversari.

Non crediamo che i candidati alla presidenza abbiano appetiti di soldi, o almeno non crediamo che si candidino alla presidenza con la speranza di guadagnare. Lo sanno tutti, in particolare coloro che hanno già frequentato l’ambiente federale, che il presidente della Federciclismo non percepisce alcun compenso.

 

Non ci piace neppure questa denigrazione degli avversari, sarebbe molto più elegante e rispettoso degli elettori un confronto basato sulle idee e sui programmi. Proprio su questo punto Di Rocco avrebbe un vantaggio enorme su tutti i suoi avversari: loro possono solo parlare di intenzioni, “vorremmo fare”, lui potrebbe parlare di ciò che ha fatto in questi otto anni.

Il punto è però che lui di cose per migliorare il ciclismo ne ha fatte veramente poche. Ostenta in ogni modo le sue amicizie importanti in ambienti Coni e in quelli dell’imprenditoria, non considerando che questi aspetti costituiscono un’aggravante all’attuale situazione.

L’atteggiamento di Di Rocco è però comprensibile e giustificato dalle difficoltà numeriche  che il Presidente sta incontrando verso l’assemblea che unite alle richieste sempre più pressanti di alcuni appartenenti al suo gruppo, lo portano a volere spandere ottimismo e fiducia nel risultato per evitare il fuggi fuggi generale.

Ottimismo che però si scontra contro la realtà che in numerose assemblee provinciali ha visto eletti candidati antidirocchiani.

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