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Se da un lato è perfettamente chiaro cosa sa fare e cosa non sa fare Renato Di Rocco, ci piacerebbe sapere quali sono le proposte a lui contrapposte. Ci piacerebbe che la fazione a lui avversa lo dimenticasse,  che non parlasse di lui in ogni occasione pubblica. Ci piacerebbe assistere ad un’analisi seria, ad un dibattito che sappia produrre proposte oltre che critiche all’attuale governo ciclistico.

Elezioni: se l’alternativa a Di Rocco è l’anti dirocchismo, “erredierre” ha già vinto

Se da un lato è perfettamente chiaro cosa sa fare e cosa non sa fare Renato Di Rocco, ci piacerebbe sapere quali sono le proposte a lui contrapposte. Ci piacerebbe che la fazione a lui avversa lo dimenticasse,  che non parlasse di lui in ogni occasione pubblica. Ci piacerebbe assistere ad un’analisi seria, ad un dibattito che sappia produrre proposte oltre che critiche all’attuale governo ciclistico.

Non si pensi che i problemi delle società siano quelli delle premiazioni nei giovanissimi e non si pensi che il ciclismo italiano migliori solo con l’allontanamento di Di Rocco. L’elezione non deve essere il momento conclusivo della campagna elettorale, deve essere l’inizio di un processo di cambiamento – riforma del ciclismo. Fare i conti dei voti con il bilancino, può portare a conquistare la cosiddetta “poltrona”, ma non a migliorare il ciclismo. Per migliorare il ciclismo bisogna formulare una proposta e sottoporla al giudizio delle società.

 

Andare a cercare alleanze elettorali che poi pongono il futuro Presidente nella condizione di pagare cambiali (non economiche, ma di favori) non porta alcun beneficio al ciclismo.

Un presidente ed un gruppo che si approccia alle elezioni proponendosi come alternativa a Di Rocco non può, solo per logiche elettorali, appoggiare la corsa alla presidenza del Comitato Veneto di Raffaele Carlesso, over 75 che ha già dato al ciclismo tutto ciò che doveva e poteva dare. Deve infatti fare riflettere il fatto che su una regione ciclistica come il Veneto, un gruppo che si candida per guidare la Federazione non abbia un candidato under50. Renzo Zanchetta è un validissimo organizzatore e una persona degnissima e valida, ma anche se così non fosse lo preferiremmo comunque ad un 75enne che vuole ancora restare incollato alla poltrona.

Se chi vuole sconfiggere Di Rocco vuole farlo utilizzando le sue armi, si metta il cuore in pace: perderà. Si, perché “erredierre” nelle alleanze elettorali è bravissimo, ma ora ci serve qualcuno che pensi al ciclismo e non solo a mantenere al caldo il suo fondoschiena.

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