Angelo Gaudenzi:”in corsa c’è poco rispetto per noi operatori”

Riceviamo e volentieri pubblichiamo:

Carissimo direttore, chi scrive è un addetto ai lavori. Seguo per la mia professione da molti anni il ciclismo, come operatore in qualità di responsabile di alcune trasmissioni sportive che fanno capo alla mia organizzazione.

In questi giorni sono impegnato nelle riprese al Giro della Valle d’Aosta, gara internazionale per corridori Under 23. Quest’anno, per il primo anno, in questa corsa le vetture tecniche (giuria e direzione gara) sono condotte da autisti non occasionali, autisti cioè che alle gare ciclistiche guidano abitualmente questo tipo di vetture.  Purtroppo, per quanto si è visto in corsa non ho notato molta differenza tra gli autisti, per così dire “occasionali” e questi “abituali”.

Prima di raccontare ciò che è avvenuto nella tappa odierna, voglio scusarmi se potrò sembrare pretenzioso e specifico che non è assolutamente mia intenzione chiedere in corsa un trattamento particolare.

 

Oggi, nel corso della seconda tappa Issogne – Chandepraz, il sottoscritto si trovava alle spalle di un gruppetto di corridori impegnato in una fase di discesa, riprendevo la sua azione come si fa solitamente, ossia seguendo il corridore nella sua traiettoria. Ad un certo punto, alle mie spalle, sento un “concerto” di clacson, mi volto, un po’ sorpreso, e mi accorgo che l’autista, che ripeto non è “occasionale”, mi sta inveendo contro dicendo che io devo occupare la corsia di sinistra. A fargli eco il commissario di gara  che ha così avvalorato la bizzarra tesi dell’autista.

La moto ripresa, in corsa, deve essere considerata alla stregua di un corridore, non deve avere una posizione fissa, ma deve muoversi in funzione dei corridori e delle condizioni della strada, esattamente come ho fatto durante tutto il resto della corsa quando ho potuto effettuare riprese nel rispetto del regolamento e soprattutto dell’incolumità dei corridori.

Purtroppo, il lavoro di noi operatori non gode del rispetto dovuto da parte delle altre componenti della corsa, ad esempio, ritengo che la priorità spetti alla moto ripresa rispetto a radioinformazioni, infatti, se quest’ultima può comunque effettuare il suo compito restando dietro di un paio di metri, la moto ripresa non può essere impallata da altre moto.

Un altro aspetto che mi interessa poi sottolineare è quello relativo all’arrivo, sempre nella frazione odierna, nonostante le linee bianche per fotografi e operatori fossero ben chiare, un dirigente del Comitato FCI Valle d’Aosta ha pensato bene di mettersi davanti a queste, impallando di fatto operatori e fotografi, senza neppure chiedere scusa per il suo gesto estremamente superficiale.

Aggiungo un’altra provocazione: in un momento in cui si parla tanto e giustamente di sicurezza, è corretto che un motociclista, in una fase di salita, tolga una mano dal manubrio per parlare al mike (microfono) della radio, iniziando a sbandare creando pericolo per se e per gli altri ? E poi, è corretto che i Direttori Sportivi si lancino in acrobazie che poco hanno a vedere con la normale circolazione dei veicoli in corsa ? Mi riferisco, in particolare, al momento in cui effettuano il rifornimento di bevande ai corridori; spesso in doppia fila e anche in discesa.

Cinque anni fa, scrissi una lettera parlando di professionalità, forse, se questo concetto fosse applicato a tutte le componenti del ciclismo questo sport andrebbe sicuramente meglio.

Angelo Gaudenzi
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