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Franco Pellizotti è il nuovo campione italiano Elite. Siamo certi che al “Delfino di Bibione” poco importa di essere stato premiato dall’assessore della provincia di Trento Tiziano Mellarini e non da Renato Di Rocco, ciò che più conta è che Pellizotti sia tornato più forte di prima. Il corridore della Androni, a proposito complimenti ancora a Gianni Savio, ha accettato in silenzio una squalifica di due anni,  che ai più è apparsa assurda, ha lavorato sodo e oggi è tornato ad alzare le braccia.

Archiviata la squalifica e tornato al successo, ora a Pellizotti non resta che togliersi di dosso il becero moralismo di chi sembra quasi invocare la pena di morte (sportiva) per i corridori che sono stati squalificati per doping o passaporto biologico.  Noi diciamo basta ! Renato Di Rocco, fedele al suo tradizionale politicaly correct in funzione CONI, ha dichiarato al taccuino di Ciro Scognamiglio della Gazzetta, che avrebbe provato imbarazzo per una eventuale vittoria di un ex squalificato. Questa del doping sembra che per Di Rocco sia una vera e propria persecuzione. Chissà se il Presidente di notte si sogna siringhe, pillole o dosi di Epo oppure se questi sono solamente dei suoi incubi diurni.

Pellizotti, nonostante l’imbarazzo di Di Rocco, è meritatamente Campione d’Italia !

Franco Pellizotti è il nuovo campione italiano Elite. Siamo certi che al “Delfino di Bibione” poco importa di essere stato premiato dall’assessore della provincia di Trento Tiziano Mellarini e non da Renato Di Rocco, ciò che più conta è che Pellizotti sia tornato più forte di prima. Il corridore della Androni, a proposito complimenti ancora a Gianni Savio, ha accettato in silenzio una squalifica di due anni,  che ai più è apparsa assurda, ha lavorato sodo e oggi è tornato ad alzare le braccia.

Archiviata la squalifica e tornato al successo, ora a Pellizotti non resta che togliersi di dosso il becero moralismo di chi sembra quasi invocare la pena di morte (sportiva) per i corridori che sono stati squalificati per doping o passaporto biologico.  Noi diciamo basta ! Renato Di Rocco, fedele al suo tradizionale politicaly correct in funzione CONI, ha dichiarato al taccuino di Ciro Scognamiglio della Gazzetta, che avrebbe provato imbarazzo per una eventuale vittoria di un ex squalificato. Questa del doping sembra che per Di Rocco sia una vera e propria persecuzione. Chissà se il Presidente di notte si sogna siringhe, pillole o dosi di Epo oppure se questi sono solamente dei suoi incubi diurni.

La maglia tricolore di Pellizotti è bellissima e meritatissima e, oltre a Di Luca (un altro “indegno” secondo Di Rocco), Moser e Caruso, ha staccato tutti i moralisti capaci di indignarsi per tutto e incapaci di guardare avanti nell’interesse del ciclismo senza dover per forza e sempre parlare del passato.

 

Povero Di Rocco, il primo e il secondo della “sua” corsa sono due che lui definirebbe “ex dopati”, questa è la giusta punizione per chi ha questo atteggiamento ipocrita e moralista, per chi ha una morale a due velocità a seconda che si parli degli altri o di lui.

Chissà se prova più imbarazzo per la vittoria di Pellizotti o per le tante malefatte della Federazione Ciclistica Italiana o per la “Mondiali Firenze 2013” ? Non abbiamo dubbi: lui non sbaglia mai, gli altri si. Anzi, una volta ha sbagliato anche lui, come diceva la vecchia pubblicità della Linetti, ha sbagliato brillantina ed il luccichio del suo cuoio capelluto ancora oggi glielo ricorda.

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