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Manca ormai meno di un anno alle elezioni che andranno a rinnovare il Consiglio Federale e per ora nessuno sembra voler uscire allo scoperto, a parte Renato Di Rocco che ha annunciato da tempo la sua terza candidatura, ma che potrebbe però sospendere tutti non candidandosi e puntando su di un suo “delfino”.

Oltre a questi nomi sta circolando voce che l’attuale presidente del Comitato Piemontese, Rocco Marchegiano, possa essere interessato a presentare la propria candidatura per la Presidenza Federale. L’interessato al momento smentisce categoricamente, ma pare che sempre più persone della cosiddetta base ciclistica gli stiano chiedendo un passo avanti.

I progressi che il Comitato Piemontese ha fatto sono indiscutibili e sotto gli occhi di tutti: bilancio solido e indipendente, aumento del numero di gare, aumento del numero di tesserati e crescita costante dell’intero movimento ciclistico regionale.

Elezioni 2013: Rocco Marchegiano al bivio candidatura

Manca ormai meno di un anno alle elezioni che andranno a rinnovare il Consiglio Federale e per ora nessuno sembra voler uscire allo scoperto, a parte Renato Di Rocco che ha annunciato da tempo la sua terza candidatura, ma che potrebbe però sospendere tutti non candidandosi e puntando su di un suo “delfino”.

Oltre a questi nomi sta circolando voce che l’attuale presidente del Comitato Piemontese, Rocco Marchegiano, possa essere interessato a presentare la propria candidatura per la Presidenza Federale. L’interessato al momento smentisce categoricamente, ma pare che sempre più persone della cosiddetta base ciclistica gli stiano chiedendo un passo avanti.

I progressi che il Comitato Piemontese ha fatto sono indiscutibili e sotto gli occhi di tutti: bilancio solido e indipendente, aumento del numero di gare, aumento del numero di tesserati e crescita costante dell’intero movimento ciclistico regionale.

Partire dal nulla, come era il Comitato prima dell’arrivo di Marchegiano, e riuscire a fare qualcosa di buono è però sicuramente più facile che andare a sedersi sulla poltrona del comando della FCI e riuscire a tirare fuori il ciclismo dal pantano in cui da anni è precipitato.

I suoi detrattori lo accusano di avere un carattere poco adatto a ricoprire cariche di primo piano a causa della sua scarsa diplomazia e del suo modo diretto di affrontare le cose.

Probabilmente, i suoi detrattori hanno ragione nell’individuare questi “difetti”, ma è altrettanto vero che con la diplomazia fino ad oggi il ciclismo non ha fatto grossi passi in avanti, anzi li ha fatti indietro.  Sembrerebbe quindi servire discontinuità verso il modello Di Rocco, fatto di riverenza verso i potenti e di scelte sgradite alla base e forse poco utile al ciclismo. Se così fosse,  i “difetti” di Marchegiano potrebbero trasformarsi in pregi e potrebbe, forse, essere proprio lui l’uomo in grado di fare risorgere il ciclismo italiano.

Come dicevamo, al momento il diretto interessato smentisce categoricamente, e si limita a dire che si ricandiderà al Comitato Piemontese, per tutto il resto, aggiungiamo noi,  c’è tempo.

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