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GARMIN - BARRACUDA: 10. Probabilmente neanche loro sognavano di arrivare così in alto. Hanno vinto la cronosquadre conquistando la maglia rosa con Navardauskas, hanno provato a difenderla e poi, zitti zitti, hanno portato avanti il canadese Hesjedal che tutti davamo per battuto sulle grandi salite, ma che invece è stato lui a staccare gli altri. La Liquigas lavora anche per loro, che comunque dimostrano, quando chiamati in causa, di esserci. Bravissimi !

KATUSHA:9 . Abbandonate le scriteriate tattiche degli ultimi anni, grazie a Valerio Piva, questa squadra ha avuto un impostazione ben delineata. Il gruppo russo per la pianura e quello spagnolo per la salita. La Liquigas gli toglie buona parte del lavoro e loro conquistano la maglia ad Assisi e a Pian dei  Resinelli con “Purito” che in salita si dimostra brillante come non mai. Ci fossero stati sempre gli abbuoni, come tutti gli anni, lui avrebbe vinto il Giro. Forse, con il senno di poi, avrebbe potuto osare un po’ di più, senza attendere sempre gli ultimi chilometri, per staccare Hesjedal, ma non ci sentiamo di condannarli troppo perché per un corridore che non era mai salito sul podio di un grande Giro, anche il secondo posto è un successo.

LE PAGELLE DEL GIRO: Promosse Garmin, Katusha e Vacansoleil, bocciate Lampre e Liquigas

GARMIN – BARRACUDA: 10. Probabilmente neanche loro sognavano di arrivare così in alto. Hanno vinto la cronosquadre conquistando la maglia rosa con Navardauskas, hanno provato a difenderla e poi, zitti zitti, hanno portato avanti il canadese Hesjedal che tutti davamo per battuto sulle grandi salite, ma che invece è stato lui a staccare gli altri. La Liquigas lavora anche per loro, che comunque dimostrano, quando chiamati in causa, di esserci. Bravissimi !

KATUSHA:9 . Abbandonate le scriteriate tattiche degli ultimi anni, grazie a Valerio Piva, questa squadra ha avuto un impostazione ben delineata. Il gruppo russo per la pianura e quello spagnolo per la salita. La Liquigas gli toglie buona parte del lavoro e loro conquistano la maglia ad Assisi e a Pian dei  Resinelli con “Purito” che in salita si dimostra brillante come non mai. Ci fossero stati sempre gli abbuoni, come tutti gli anni, lui avrebbe vinto il Giro. Forse, con il senno di poi, avrebbe potuto osare un po’ di più, senza attendere sempre gli ultimi chilometri, per staccare Hesjedal, ma non ci sentiamo di condannarli troppo perché per un corridore che non era mai salito sul podio di un grande Giro, anche il secondo posto è un successo. VACANSOLEIL:9 Sono sempre in fuga con Keizer ed il penultimo giorno fanno l’impresa rischiando di fare saltare il banco. L’attacco di Carrara, testa di ponte per De Gendt, ha dimostrato che anche in questo ciclismo “annoiante”, l’inventiva e il cuore pagano sempre.  Nella cronometro finale coronano il magnifico Giro con il terzo posto. Sorprendenti loro e De Gendt.

LAMPRE – ISD 4,5. Per un’altra squadra vestire la maglia rosa, anche se un solo giorno, sarebbe stato un risultato degno di nota, ma non per la Lampre che termina questo Giro senza alcun risultato. Scarponi ha dimostrato di non avere né le gambe né il coraggio per vincere la corsa rosa. Cunego più che l’ultimo uomo del marchigiano è sembrato fare corsa a se anche se lontano dal vertice.

LIQUIGAS – CANNONDALE: 2. I ragazzi di Zanatta oltre a non aver ottenuto in benché minimo risultato, hanno sempre lavorato come se avessero la maglia rosa. C’è chi non vuole indossare la maglia per non dare oneri alla squadra, i Liquigas la rosa non hanno mai indossata, ma hanno lavorato come muli per un leader che quando doveva attaccare si è sempre staccato. I Diesse Liquigas hanno avuto la colpa di non capire le condizioni del proprio capitano e di non sapere adattare la tattica di squadra in base alle sue gambe. Cos’avrebbe potuto fare il giovane Caruso senza obblighi di squadra ?

SKY: 8. Vincono tre tappe con Cavendish, sfiorano la maglia rossa e conquistano la maglia bianca con Uran, dopo averla indossata anche con Henao,.Piazzano due corridori (Uran e Henao) nella top ten. Di più non potevano fare.

COLNAGO – CSF: 6. Hanno vinto la prima tappa di montagna con Pozzovivo, tutti pensavamo che il lucano potesse dire la sua in salita, ma non ha più saputo ripetersi e, per colpa di una giornata nerissima,  ha detto addio alla lotta per il Giro. Mega flop di Modolo che, per svariate ragioni, non è riuscito a sprintare al pari dei migliori.

EUSKALTEL – EUSKADI: 5,5. Gli spagnoli, sul loro terreno ideale, la salita, non riescono a dare lo spettacolo a cui ci hanno spesso abituati. Nonostante questo Giro in sordina riescono a vincere, a sorpresa, una tappa con Izaguirre. Un po’ sottotono il capitano Nieve.

AG2R LA MONDIALE 4. L’orrenda maglia della formazione transalpina si è vista ben poco in questo Giro. Manuel Belletti ha deluso e i suoi compagni non si sono mai visti. Gadret, quarto al Giro 2011, nel 2012 non è andato oltre ad un paio di scatti al penultimo giorno. Speriamo si stiano concentrando sul Tour.

OMEGA PHARMA – QUICK STEP: 5. Al via non presentavano una grande squadra, per le volate puntavano su Chicchi: bocciato. Vestono qualche giorno la maglia azzurra con Golas e ottengono una discreto piazzamento con Cataldo che però non è andato oltre ad una fughetta. In un Giro così, un giovane come Cataldo poteva osare un po’ di più.

BMC: 7,5. Il giudizio del loro Giro è sicuramente più che buono.  Vincono due tappe e vestono la rosa per tre giorni con uno sfortunatissimo Phinney,  vittima di numerose cadute e incidenti meccanici. Santaromita ci prova in due frazioni, Tschopp e Frank si difendono discretamente quando la strada sale. Con la squadra che avevano al Giro, difficile chiedere di più. Grande delusione però per il Giro dell’ex campione del mondo Hushovd.

ASTANA: 7. Erano tra i favoriti della vigilia con Roman Kreuziger e non sono andati male, anche se ci si aspettava di più in Classifica Generale. Una bellissima tappa con Tiralongo e un’impresa di Kreuziger hanno fatto vedere che una giornata storta può capitare, ma l’importante è rialzarsi e combattere.

MOVISTAR: 7. Intxausti e Visconti dovevano essere i capitani della formazione iberica, e oggettivamente hanno deluso. Il primo è rimasto in classifica per un po’, ma a Pampeago ha preso oltre 40 minuti, Visconti ha fatto vedere qualcosina prima di ritirarsi mestamente per un’allergia. Per fortuna ci hanno pensato Amador, sempre combattivo e vittorioso a Cervinia, e Ventoso che ha tagliato a braccia alzate il traguardo di Frosinone. In classifica generale, il primo Movistar è l’eterno Bruseghin.

LOTTO – BELISOL: 6.  La Lotto sulle strade rosa non ha mai brillato particolarmente, ma quest’anno ha ottenuto una bella vittoria di tappa con Bak, molto intelligente nel finale di Sestri, e molta visibilità con il sempre in fuga Kaisen. Per il resto, fanno poco, ma crediamo che basti per avere la sufficienza.

FDJ – BIG MAT: 4. Il Giro non è mai stato nei programmi dei transalpini, ma quest’anno hanno fatto veramente poco. Da Demare ci aspettavamo molto di più in volata, il “vecchio” Casar attacca e sfiora la maglia rosa. Con tutti i bravi giovani nella rosa della Fdj ci lascia perplessi che per il Giro si punti ancora su Casar.

RADIOSHACK – NISSAN: 2. Sulla carta, alla vigilia, potevano puntare su Frank Schleck, entrato in squadra dopo lo sfortunato incidente che prima del Giro ha messo fuori gioco Fuglsang, ma il lussemburghese ha ben presto alzato bandiera bianca, ritirandosi dopo un presunto litigio con Buynell. Zaugg e Rohregger provano a tenere alto l’onore, ma non ci riescono.

ANDRONI – VENEZUELA: 7. I Savio’s boys difficilmente mancano l’appuntamento con i grandi eventi e anche quest’anno hanno vinto più che meritatamente due tappe. Bravissimo Rubiano, sua la terza “impresa” del Giro dopo quelle di De Gendt e Rabottini, bravo Ferrari a sfruttare una caduta per scattare e umiliare sportivamente il campione del mondo Cavendish. E’ mancato il leader, Josè Rujano, che si è ritirato mestamente non facendosi mai vedere in salita. Crediamo che per il futuro la squadra venezuelana abbia bisogno di un nuovo leader. Potrà esserlo Franco Pellizotti ?

FARNESE – SELLE ITALIA: 8,5. Lo abbiamo già scritto e lo ribadiamo: Luca Scinto è il miglior Direttore Sportivo italiano e lo dimostra sempre con i fatti. Un’impresa con Rabottini nella tappa di Pian dei Resinelli dove ha conquistato anche la maglia azzurra che poi ha saputo portare fino a Milano. Una splendida vittoria di Guardini che ha battuto più che meritatamente Cavendish, Guardini poi cacciato dal Giro solo per colpa di una assurda decisione della giuria. Deludono un po’ Gatto e Pozzato, ma avranno tempo di rifarsi, magari nel Campionato Italiano.

RABOBANK: 2. Al Giro non schieravano le punte, ma a parte qualche fuga e qualche piazzamento nelle volata con Renshaw, gli “orange” non si sono mai visti. Il “vecchio” Garate termina a oltre 2 ore da Hesjedal.

SAXO BANK: 3. Il loro obiettivo era probabilmente quello di ottenere una vittoria di tappa, e non lo hanno raggiunto, non andando oltre ai piazzamenti di Boaro (attivo anche nelle fughe) e Haedo. Ripetersi era impossibile, ma dopo il Giro dell’anno scorso, hanno fatto veramente troppo poco.

NETAPP: 2.   Non erano al via del Giro per meriti sportivi, lo ha dichiarato lo stesso Acquarone che sono stati scelti per “ragioni di marketing”,  erano sponsor del Giro, e oggi più che mai comprendiamo che con criteri sportivi questi simpatici tedeschi sarebbero rimasti a casa loro. Qualche fuga e null’altro, il meglio piazzato in generale è stato Jan Barta a 2 ore 34 minuti. Ogni ulteriore commento è superfluo.

ORICA – GREENEDGE: 5. Non avevano l’uomo di classifica e con il velocista Goss riescono a centrare l’ultima tappa in terra danese, poi si vedono poco.

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