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Finalmente il Giro è iniziato, anzi pardon: è finito. Oggi però, rispetto alle 19 tappe precedenti il Giro ci è piaciuto. L’altimetria era stuzzicante, ma il merito dello spettacolo odierno non è certamente dei presunti big e dei loro Direttori Sportivi, che sarebbe più appropriato chiamare autisti.  Il merito è del belga Thomas De Gendt, questa mattina ottavo in classifica, che ha provato a fare saltare il banco e c’è quasi riuscito, conquistando con tutta probabilità un podio insperato alla vigilia.

Il portacolori della Vacansoleil aveva le gambe, questo ci pare ovvio, ma oltre ad essere il più forte è anche l’unico che ci ha provato, che si è messo a tavolino con il suo Diesse e ha provato a fare saltare il banco. Bravo perché allo sconosciuto (ai più, ma non a noi che ci onoriamo di essere suoi “supporter” da vecchia data) un ottavo posto al Giro avrebbe fatto più che comodo, ma anziché difendere una posizione, utile solo per il rinnovo contrattuale, ha provato a vincerlo questo Giro e a pochi chilometri dall’arrivo c’era quasi riuscendo, avendo un vantaggio di 5’36’’ sulla maglia rosa.

Super De Gendt, ma Lampre e Liquigas cos’hanno fatto per vincere ?

Finalmente il Giro è iniziato, anzi pardon: è finito. Oggi però, rispetto alle 19 tappe precedenti il Giro ci è piaciuto. L’altimetria era stuzzicante, ma il merito dello spettacolo odierno non è certamente dei presunti big e dei loro Direttori Sportivi, che sarebbe più appropriato chiamare autisti.  Il merito è del belga Thomas De Gendt, questa mattina ottavo in classifica, che ha provato a fare saltare il banco e c’è quasi riuscito, conquistando con tutta probabilità un podio insperato alla vigilia.

Il portacolori della Vacansoleil aveva le gambe, questo ci pare ovvio, ma oltre ad essere il più forte è anche l’unico che ci ha provato, che si è messo a tavolino con il suo Diesse e ha provato a fare saltare il banco. Bravo perché allo sconosciuto (ai più, ma non a noi che ci onoriamo di essere suoi “supporter” da vecchia data) un ottavo posto al Giro avrebbe fatto più che comodo, ma anziché difendere una posizione, utile solo per il rinnovo contrattuale, ha provato a vincerlo questo Giro e a pochi chilometri dall’arrivo c’era quasi riuscendo, avendo un vantaggio di 5’36’’ sulla maglia rosa. Ha fatto l’impresa, ha conquistato il podio  e ha rischiato di vincere il Giro. Vedere l’azione di questo corridore belga  ci ha fatto arrabbiare pensando ai “nostri “ Basso e Scarponi che non hanno quasi mai provato a vincere questa edizione della corsa rosa.

Basso ha sempre ostentato una forma che non aveva, facendo lavorare la squadra in modo assurdo e scriteriato, e poi, alla resa dei conti, quando toccava a lui attaccare è sempre rimbalzato indietro.

Scarponi, ieri ha attaccato quando mancavano 4 chilometri all’arrivo e ha detto di essere partito troppo “lontano” e anche oggi è scattato solo negli ultimi chilometri senza riuscire a sfruttare l’aiuto del compagno di squadra Cunego già in avanscoperta.

Non capiremo mai come si può avere paura di provare a vincere per difendere la posizione.  Per un corridore come Basso o Scarponi cosa cambia arrivare quinto o decimo al Giro d’Italia ?

Lampre e Liquigas sono rimaste a secco di tappe e di maglie, se fossimo nel calcio sicuramente Zanatta e Maini rischierebbero l’esonero, nel ciclismo non siamo a questi livelli, anche perché licenziare gli autisti ci sembrerebbe quanto meno esagerato.

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