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Ci risiamo, dopo la Milano – Sanremo, Nazareno Balani ci ha riprovato a non farci capire nulla dell’arrivo. Ieri, a 200 metri dall’arrivo con la volata in svolgimento, uno stacco di camera sbagliato ha rischiato di farci perdere la bellissima volata di Guardini, riuscendo comunque a farci perdere il filo dello sprint, infatti, con Guardini davanti a Cavendish, il regista Rai ha staccato sull’inquadratura stretta su Cavendish togliendo tutto il senso alla volata.

Antonio Ricci, padre di “Striscia”, scrive:”Pochi (registi), i più bravi, accettano serenamente questo ruolo “di servizio” che pure è così importante e determinante. Giocano la loro creatività nei momenti di emergenza. Altri vivono la cosa con frustrazione e, nell’ansia di liberare il Fellini che è in loro, si esibiscono in “artistate” fuoriluogo secondo un personale kamasutra di ripresa. Quando mi capita qualche regista onanista, cerco sempre di limitare la sua “zona-pippe” alla sola ripresa di canzoni e balletti.

GIRO IN TV/18: Balani libera “il Fellini che è in lui” e ci rovina la volata

Ci risiamo, dopo la Milano – Sanremo, Nazareno Balani ci ha riprovato a non farci capire nulla dell’arrivo. Ieri, a 200 metri dall’arrivo con la volata in svolgimento, uno stacco di camera sbagliato ha rischiato di farci perdere la bellissima volata di Guardini, riuscendo comunque a farci perdere il filo dello sprint, infatti, con Guardini davanti a Cavendish, il regista Rai ha staccato sull’inquadratura stretta su Cavendish togliendo tutto il senso alla volata.

Antonio Ricci, padre di “Striscia”, scrive:”Pochi (registi), i più bravi, accettano serenamente questo ruolo “di servizio” che pure è così importante e determinante. Giocano la loro creatività nei momenti di emergenza. Altri vivono la cosa con frustrazione e, nell’ansia di liberare il Fellini che è in loro, si esibiscono in “artistate” fuoriluogo secondo un personale kamasutra di ripresa. Quando mi capita qualche regista onanista, cerco sempre di limitare la sua “zona-pippe” alla sola ripresa di canzoni e balletti. Non posso certo rischiare che per il suo turpe vizio mi diventi cieco. Poi, per non umiliarlo davanti alla troupe, lo porto in un angolino buio e gli parlo:” Per quanto riguarda la comicità di insegno la perversione massima : il giro della morte. Devi ruotare l’inquadratura di 360 gradi. Agli occhi dei profani sembrerà un’inquadratura normale, ma io e te sappiano che non è così. Questo è l’importante. Questo sarà il nostro segreto”.

Forse, concentrandoci un po’ di più sul significato della corsa e meno sugli striscioni pubblicitari anche la regia riuscirebbe meglio.

Ieri, il Giro d’Italia su Rai Tre è stato seguito nella prima parte da 918.000 telespettatori con uno share del 8,03% e nel segmento finale, Giro all’Arrivo, 1.061.000 telespettatori per il 10,46%.

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