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Crediamo di non essere dei moralisti, ma crediamo che, al di là della credenze di ognuno di noi non ci sia comportamento più deprecabile che la bestemmia. Tutti i codici di regolamentazione televisiva condannano giustamente questo linguaggio volgare e offensivo.

Oggi, nel corso della diretta della terz’ultima tappa del Giro d’Italia, in fascia più che protetta, i telespettatori, anche aiutati da un passaggio di rete quindi senza commento, hanno potuto udire in modo chiaro e distinto la bestemmia di un motociclista Rai (potrebbe trattarsi della moto 1 condotta da Nazareno Agostini), che rispondendo alle proteste di Rohregger della Radioshack ha ritenuto opportuno scomodare chi non c’entra nulla con la sua manovra.

Al Giro, la RAI non si fa mancare nulla: oggi bestemmia in diretta

Crediamo di non essere dei moralisti, ma crediamo che, al di là della credenze di ognuno di noi non ci sia comportamento più deprecabile che la bestemmia. Tutti i codici di regolamentazione televisiva condannano giustamente questo linguaggio volgare e offensivo.

Oggi, nel corso della diretta della terz’ultima tappa del Giro d’Italia, in fascia più che protetta, i telespettatori, anche aiutati da un passaggio di rete quindi senza commento, hanno potuto udire in modo chiaro e distinto la bestemmia di un motociclista Rai (potrebbe trattarsi della moto 1 condotta da Nazareno Agostini), che rispondendo alle proteste di Rohregger della Radioshack ha ritenuto opportuno scomodare chi non c’entra nulla con la sua manovra.

Se fossimo in un reality show, l’autore della bestemmia sarebbe già giustamente escluso dal gioco, cacciato dalla tv con un’etichetta assai poco edificante. Se invece il bestemmiatore è colui che la televisione la fa (e che dovrebbe quindi dare il buon esempio) tutto va bene.

 

Al silenzio delle “tre scimmiette” del giro Rai (Pancani, Cassani e De Stefano) fa eco, attraverso i social network, il rumore scatenato dagli appassionati indignati per questo comportamento.

Non invochiamo ovviamente interventi delle varie associazioni che in queste circostanze cercano solo visibilità, né la cacciata del bestemmiatore dalla corsa rosa, crediamo però che la professionalità, tanto autosbandierata proprio dalla RAI, passi anche per comportamenti corretti nei confronti dei telespettatori, siano essi pochi o tanti, credenti o non credenti.

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