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Crediamo che non ci siano dubbi sul grande impegno profuso dalla Rai per la produzione di questa corsa rosa, ma, soprattutto in televisione, poco contano impegno e investimenti, contano i risultati e i risultati di questo Giro non possono essere certamente positivi.  Ciò che serve alla Rai non sono le ore di trasmissione, poca roba con due canali sportivi, o gli investimenti produttivi con il soldi del canone, alla Rai servono le idee.

Tutte le trasmissioni proposte in questo Giro ci ricordano il passato, anzi talvolta sono addirittura peggiorate. Ciò che serve alla Rai sono le idee, del resto se il governo dei “professori” ha chiesto agli italiani come eliminare gli sprechi, crediamo che Bulbarelli potrebbe chiedere ai ciclofili che tipo di televisione vorrebbero.

Non crediamo basti leggere qualche twitt-domanda per parlare ad un pubblico giovanile, questo è il limite di tante trasmissioni anche non sportive. I social non devono essere importati a forza nella “vecchia” televisione, ma al contrario devono andare a cambiare il modo di fare tivù.

GIRO IN TV/15: AAA cercasi disperatamente nuove idee

Crediamo che non ci siano dubbi sul grande impegno profuso dalla Rai per la produzione di questa corsa rosa, ma, soprattutto in televisione, poco contano impegno e investimenti, contano i risultati e i risultati di questo Giro non possono essere certamente positivi.  Ciò che serve alla Rai non sono le ore di trasmissione, poca roba con due canali sportivi, o gli investimenti produttivi con il soldi del canone, alla Rai servono le idee.

Tutte le trasmissioni proposte in questo Giro ci ricordano il passato, anzi talvolta sono addirittura peggiorate. Ciò che serve alla Rai sono le idee, del resto se il governo dei “professori” ha chiesto agli italiani come eliminare gli sprechi, crediamo che Bulbarelli potrebbe chiedere ai ciclofili che tipo di televisione vorrebbero.

Non crediamo basti leggere qualche twitt-domanda per parlare ad un pubblico giovanile, questo è il limite di tante trasmissioni anche non sportive. I social non devono essere importati a forza nella “vecchia” televisione, ma al contrario devono andare a cambiare il modo di fare tivù. Se Angelo Zomegnan ha chiesto l’intervento di Aldo Grasso per portare nuove idee, noi ci rivolgiamo al pubblico del ciclismo, agli stessi che ci scrivono il loro disappunto per come la Rai sta mostrando questo Giro.

Chissà che le idee della gente del ciclismo non riescano a fare veramente del bene proprio al ciclismo.

Domenica scorsa il Giro su Rai Tre è stato seguito da 1.584.000 spettatori, share 9.55%, mentre Giro all’Arrivo da 2.331.000 e il 14.87%.

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