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A volte ritornano. E' ciò che abbiamo pensato quando dal palco di “Anteprima Giro” è sbarcato Tony Santagata, cantante famoso negli anni 70 con i successi, o presunti tali, "Quant'è bello lu primm'ammore" e " La zita".

Cosa c’entra un mediocre cantante ormai dimenticato dal grande pubblico con il Giro d’Italia: nulla. Nonostante non centri nulla e non porti spettatori esterni al ciclismo, Santagata non è certamente Lady Gaga, abbiamo dovuto sorbirci quattro canzoni e numerose stecche di un cantante che la musica ha respinto senza appello e che la Rai sembra voler adottare.

Peccato, perché sarebbe una trasmissione anche gradevole arricchita dalla presenza di Silvio Martinello e con opinionisti di prima fascia come oggi, ad esempio, Paolo Condò e Antonio Frigo.

“Anteprima Giro” cala l’asso: Tony Santagata. Questi sì che sono ospiti !

A volte ritornano. E’ ciò che abbiamo pensato quando dal palco di “Anteprima Giro” è sbarcato Tony Santagata, cantante famoso negli anni 70 con i successi, o presunti tali, “Quant’è bello lu primm’ammore” e ” La zita”.

Cosa c’entra un mediocre cantante ormai dimenticato dal grande pubblico con il Giro d’Italia: nulla. Nonostante non centri nulla e non porti spettatori esterni al ciclismo, Santagata non è certamente Lady Gaga, abbiamo dovuto sorbirci quattro canzoni e numerose stecche di un cantante che la musica ha respinto senza appello e che la Rai sembra voler adottare.

Peccato, perché sarebbe una trasmissione anche gradevole arricchita dalla presenza di Silvio Martinello e con opinionisti di prima fascia come oggi, ad esempio, Paolo Condò e Antonio Frigo. Il vero tallone d’Achille di questa Bulbarellica creatura, oltre alla conduttrice, la incolore Alessandra De Stefano, è la scelta degli ospiti e la scaletta. Oltre a Santagata sono infatti numerosi gli insignificanti ospiti che si alternano in questa trasmissione dall’enorme potenziale (come tutto il ciclismo), ma sfruttata molto male.

La De Stefano non fa nulla per nascondere il suo odio per il calcio, e questo è assolutamente legittimo, se però, oltre a non sopportare quello sport, si sforzasse di copiarne almeno le cose che funzionano farebbe un bel servizio anche al nostro amato sport: il ciclismo.

L’Auditel di ieri ha finalmente sorriso al Giro che su Rai Tre è stato seguito da 1.611.000 telespettatori con uno share 14.92%, con il primo arrivo in salita, in salita anche i dati auditel: molto bene.

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