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A dire il vero per oggi avevamo preparato un altro pezzo, ma quando abbiamo letto, e riletto perché non ci credevamo, i dati Auditel del Giro d’Italia abbiamo deciso di cambiare argomento e puntare l’indice sui dati d’ascolto che stanno piangendo come non mai. Su Rai Due, il Giro d’Italia è stato seguito da solo 401.000 spettatori con uno share del 3,39%, mentre “Il Processo alla Tappa” ha totalizzato 273.000 spettatori per uno share del 2,84 %.

Questi numeri, per chi ha una minima conoscenza dell’Auditel ed è in grado di valutare l’ordine di grandezza, sono disastrosi, soprattutto se si tiene conto che hanno totalizzato molto meno di quanto abitualmente fa un telefilm, ma che il Giro non costa come un telefilm: alla RAI la corsa rosa costa circa 6 milioni di euro.

GIRO IN TV/4: Giro mai così in basso. Solo 401.000 spettatori (3,39%) per la tappa, il “Processo” al 2,84% (273.000 spettatori)

A dire il vero per oggi avevamo preparato un altro pezzo, ma quando abbiamo letto, e riletto perché non ci credevamo, i dati Auditel del Giro d’Italia abbiamo deciso di cambiare argomento e puntare l’indice sui dati d’ascolto che stanno piangendo come non mai. Su Rai Due, il Giro d’Italia è stato seguito da solo 401.000 spettatori con uno share del 3,39%, mentre “Il Processo alla Tappa” ha totalizzato 273.000 spettatori per uno share del 2,84 %.

Questi numeri, per chi ha una minima conoscenza dell’Auditel ed è in grado di valutare l’ordine di grandezza, sono disastrosi, soprattutto se si tiene conto che hanno totalizzato molto meno di quanto abitualmente fa un telefilm, ma che il Giro non costa come un telefilm: alla RAI la corsa rosa costa circa 6 milioni di euro.

Non ci sorprende che i dati siano questi, lo stiamo ripetendo da tempo e lo abbiamo pronosticato non più tardi di ieri: il ciclismo, così come è proposto dalla RAI non va bene. Basta guardare il panorama televisivo, capire cosa il pubblico ricerca e per comprendere che questo prodotto non può avere successo e non riuscirà mai a muovere grandi numeri, eccezion fatta, forse, per le grandi tappe di montagna.

 

Angelo Zomegnan, tempo fa, invocava l’intervento di Aldo Grasso per portare nuove idee al prodotto ciclismo in TV, noi crediamo non sia necessario e che sia sufficiente eliminare tutte le banalità di cui questo Giro targato RAI è pieno zeppo, che sia necessario alzare i ritmi della trasmissione (soprattutto nel Processo) e dare nuova verve.

Basta con il trito e ritrito Davide Cassani, basta con l’irritante buonismo di Alessandra De Stafano, basta con il funereo Marino Bartoletti, basta con Nazareno Balani: basta con il vecchio, anzi, basta con il giovane (di età) vecchio (di mentalità) Auro Bulbarelli.

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