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Ieri era la terza tappa e nella terza tappa dell’anno scorso morì Wouter Weylandt e la RAI ha deciso egemonizzare quasi integralmente le sue produzioni e di dedicarle al velocista scomparso nei pressi di Rapallo. La memoria e il rispetto sono indispensabili ed è stato più lodevole il gesto di Rcs di invitare la famiglia dello sfortunatissimo Wouter, ma, oggettivamente, ci sembra decisamente eccessivo dedicare a tutto ciò l’intero palinsesto rosa.

Si è iniziato al mattino con Marino Bartoletti, con un viso più funereo del solito, per poi passare ad Alessandra De Stefano, anche lei ancor più refrattaria all’allegria, che ha dedicato al compianto corridore belga tanto l’anteprima, quanto buona parte del “Processo alla Tappa”.

GIRO IN TV/3: Weylandt in tutte le salse, per la RAI il tempo sembra non passare …

Ieri era la terza tappa e nella terza tappa dell’anno scorso morì Wouter Weylandt e la RAI ha deciso egemonizzare quasi integralmente le sue produzioni e di dedicarle al velocista scomparso nei pressi di Rapallo. La memoria e il rispetto sono indispensabili ed è stato più lodevole il gesto di Rcs di invitare la famiglia dello sfortunatissimo Wouter, ma, oggettivamente, ci sembra decisamente eccessivo dedicare a tutto ciò l’intero palinsesto rosa.

Si è iniziato al mattino con Marino Bartoletti, con un viso più funereo del solito, per poi passare ad Alessandra De Stefano, anche lei ancor più refrattaria all’allegria, che ha dedicato al compianto corridore belga tanto l’anteprima, quanto buona parte del “Processo alla Tappa”. Il bravissimo Marco Pastonesi, ospite di “Anteprima Giro” ha detto che tante persone esterne al mondo delle due ruote, non comprendono come il ciclismo stia vivendo questo tragico evento. Pastonesi ha ragione, ma questo fa parte del grande cuore del mondo del ciclismo, una carovana che viaggia insieme per oltre 200 giorni all’anno e non può quindi dimenticare questo tipo di tragedie che toccano tutti.

Se però questo vale, ed è giusto che valga,  per il mondo del ciclismo, non può valere per la televisione. La televisione deve essere accattivante, deve essere attuale e deve interessare un numero sempre più vasto di persone. La TV deve obbligatoriamente rivolgersi a tutti, compresi quelli citati da Pastonesi.

Ieri più che mai, abbiamo capito che la Bulbarellica produzione, non è fatta per il pubblico, ma ad uso e consumo di chi quella TV la fa.

E’ una scelta che rispettiamo, ma che non è particolarmente gradita dal pubbico: domenica, infatti, è stato seguito da 555.000 spettatori durante la tappa (share 3.43%) e 846.000 nell’ultima parte (5.73%).Su Rai Sport 2 gli spettatori sono stati 317.000 con il 2,14% di share.

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