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Il Giro è ripartito e la RAI ce lo proporrà in ben 200 ore di diretta: ottima cosa, non c’è che dire. Chi si è sintonizzato ieri sulla corsa rosa però ha probabilmente avuto il dubbio di essersi addormentato per un lungo periodo e di essersi svegliato alla ventiduesima tappa del Giro d’Italia 2011 poiché nulla è cambiato e tutto è restato uguale. Stesse trasmissioni, stessi conduttori, stesso modo di portarle avanti, stessa sigla. Anzi, no. La sigla è quella del 2003, si avete letto bene, quella del 2003. In omaggio a Lucio Dalla, la RAI ha deciso di riproporre la sigla che il cantante bolognese scrisse appositamente per la corsa, ma, nonostante il carisma dell’autore, non ebbe il minimo riscontro fuori dal periodo rosa.

A dire il vero qualche novità c’è. Antonello Orlando, dopo aver seguito tanti Giri d’Italia per Radio RAI è passato alla TV, peccato perché per radio Orlando riusciva a fare la differenza, in TV si appiattisce come tutti gli altri, anzi come quasi tutti gli altri.

GIRO IN TV/1: da Enrico Cattaneo, finalmente, un calcio alla banalità

Il Giro è ripartito e la RAI ce lo proporrà in ben 200 ore di diretta: ottima cosa, non c’è che dire. Chi si è sintonizzato ieri sulla corsa rosa però ha probabilmente avuto il dubbio di essersi addormentato per un lungo periodo e di essersi svegliato alla ventiduesima tappa del Giro d’Italia 2011 poiché nulla è cambiato e tutto è restato uguale. Stesse trasmissioni, stessi conduttori, stesso modo di portarle avanti, stessa sigla. Anzi, no. La sigla è quella del 2003, si avete letto bene, quella del 2003. In omaggio a Lucio Dalla, la RAI ha deciso di riproporre la sigla che il cantante bolognese scrisse appositamente per la corsa, ma, nonostante il carisma dell’autore, non ebbe il minimo riscontro fuori dal periodo rosa.

A dire il vero qualche novità c’è. Antonello Orlando, dopo aver seguito tanti Giri d’Italia per Radio RAI è passato alla TV, peccato perché per radio Orlando riusciva a fare la differenza, in TV si appiattisce come tutti gli altri, anzi come quasi tutti gli altri.

Si, perché la più bella sorpresa televisiva di questo Giro 2012 si chiama Enrico Cattaneo, il nome ci è assolutamente nuovo, ma ci è piaciuto. Nelle domande non è mai stato banale, ha provato a punzecchiare i corridori, ad Agnoli ha posto una domanda di mercato e con Ulissi è tornato sulla volata polemica con Visconti. In altri sport sarebbe la normalità, per il ciclismo rappresenta un’eccezione, un’eccezione che speriamo si ripeta per tutto il Giro, alla ricerca di una risposta un po’ meno banale di quella che solitamente danno i corridori.

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