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Gentile Direttore,
leggo la decisione della C.A.F. della FCI nr. 1/12 del 02.03.12 concernente il Campionato Europeo Derny svoltosi a Montichiari (BS) il 12.11.11. In tale comunicato la C.A.F. della F.C.I. annulla e revoca l’ammenda di 611 Euro e la sospensione di 15 giorni inflitta dal Collegio dei Commissari per FATTI DI CORSA in applicazione dell’art. 3.2.215 del Regolamento tecnico UCI – attività pista, al sig. Dagnoni Cordiano del GS Dari-Mec.

Il provvedimento annullato dalla CAF rientra nei “FATTI DI CORSA”: tali fatti sono giudicati in via DEFINITIVA, sia in base ai regolamenti FCI che a quelli dell’UCI, dal Collegio dei Commissari. Le decisioni dei Collegi dei Commissari sono inoltre INAPPELLABILI.

Francini:”La CAF è incompetente, dovrebbero dimettersi tutti”

Gentile Direttore,
leggo la decisione della C.A.F. della FCI nr. 1/12 del 02.03.12 concernente il Campionato Europeo Derny svoltosi a Montichiari (BS) il 12.11.11. In tale comunicato la C.A.F. della F.C.I. annulla e revoca l’ammenda di 611 Euro e la sospensione di 15 giorni inflitta dal Collegio dei Commissari per FATTI DI CORSA in applicazione dell’art. 3.2.215 del Regolamento tecnico UCI – attività pista, al sig. Dagnoni Cordiano del GS Dari-Mec.

Il provvedimento annullato dalla CAF rientra nei “FATTI DI CORSA”: tali fatti sono giudicati in via DEFINITIVA, sia in base ai regolamenti FCI che a quelli dell’UCI, dal Collegio dei Commissari. Le decisioni dei Collegi dei Commissari sono inoltre INAPPELLABILI.

Allora mi chiedo come, la CAF, possa adottare un provvedimento di modifica di una decisione che è definita INAPELLABILE. Questo è un atto di una gravità inaudita, poiché altera un fondamento basilare dell’ordinamento sportivo non solo nazionale.

 

I regolamenti tecnici dell’attività agonistica, sia strada che pista, della FCI riconoscono e stabiliscono tale principio.

1)    Reg. Attività agonistica Strada FCI

Art. 147

Le infrazioni si dividono:
a)
disciplinari
b)
tecnico-organizzative
c)
relative ai fatti di corsa.
….. omesso ….

Le infrazioni relative ai fatti di corsa, sono quelle che producono effetti in grado di modificare il supo risultato. Le relative sanzioni sono di esclusiva competenza del collegio di Giuria a TITOLO DEFINITIVO.

Le infrazioni relative ai fatti di corsa sono soltanto quelle indicate negli allegati prospetti n. 4, 5 e 6.

2)    Reg. Attività agonistica Pista FCI

Titolo V – RECLAMI – Art. 5.1

Per tutte le manifestazioni le sanzioni decise dal Collegio di Giuria relative ad infrazioni di fatti di corsa e applicazione delle reggole sono a titolo definitivo. Non è ammesso nessun reclamo.

Nella considerazione che il Collegio dei Commissari di tale gara (Campionato Europeo Derny) era presieduto da un Commissario di designazione UCI, era vigente il Regolamento UCI che così recita:

3)    Reg. Organizzazione generale dello sport ciclistico

Art. 1.2.132

Senza pregiudizio dell’art. 12.1.012 in materia disciplinare, non è ammesso nessun ricorso sui  fatti, sulla interpretazione delle situazioni di corsa e sull’applicazione delle regole della competizione fatta dal Collegio dei Commissari, o nei casi previsti, da un commissario a titolo individuale o contro qualsiasi altra decisione presa dagli stessi.

La C.A.F. della FCI doveva, in base alla dichiarata e dimostrata INCOMPETENZA REGOLAMENTARE a emettere o modificare la decisione della Giuria, dichiarare INAMISSIBILE il ricorso del Dagnoni e rigettarlo.

Con tale decisione la CAF, ancora una volta, stravolge i regolamenti scritti ed adotta un provvedimento VERGOGNOSO.

L’unico provvedimento “giusto e rispettoso dello Statuto”, discendente da queste decisioni, a questo punto sarebbero le loro DIMISSIONI irrevocabili, cosa che per norma statutaria non può essere loro chiesta né dal Presidente federale, né dal Consiglio Federale.

Chiedo se, la CAF avesse rigettato il ricorso presentato del sig. Dagnoni, lo stesso avrebbe potuto candidarsi ed essere eletto alla carica di Vicepresidente del Comitato Regionale Lombardo, stante il disposto dello Statuto (art. 8)?.

Ancora una volta non si in base a cosa abbiano assunto tale decisione o secondo chi?: di certo nell’assoluta mancanza di rispetto delle norme federali.

Non mi interessano i protagonisti coinvolti nella vicenda, ma solamente sottolineare di un’ulteriore occasione persa da un Organo di giustizia di dimostrare di essere al di sopra delle parti e rispettoso del mandato fiduciario ricevuto esclusivamente dall’Assemblea nazionale.

I miei scritti saranno forse anche intellegibili, come la CAF ha affermato, ma sicuramente ritengo siano più comprensibili agli addetti ai lavori delle LORO DECISIONI.

Ritengo non più accettabile una simile gestione della Giustizia: i regolamenti devono essere rispettati da tutti, CAF compresa.

Cordialmente
Angelo Francini

UPDATE – AGGIORNAMENTO: Dopo la pubblicazione dell’articolo Angelo Francini ci ha trasmesso la seguente integrazione che volentieri pubblichiamo:

Dal titolo del dispositivo della CAF si rileva che la decisione è in ordine al “provvedimento disciplinare” irrogato dal Collegio dei Commissari e confermato dal Giudice Sportivo Nazionale.

In tale semplice frase si individuano i meccanismi che hanno portato alla decisione della CAF, che elenco:

1)      il provvedimento disciplinare non è di competenza del Giudice Sportivo, ma è di competenza della Commissione Disciplinare
2)      ciò significa che il ricorrente ha usato tale termine alfine di indurre in errore la Caf
3)      la Caf aveva il dovere di accertare, mediante un’accurata indagine, la realtà dei fatti consultando sia i componenti il Collegio dei Commissari, sia il Giudice Unico Nazionale
4)      da tale indagine sarebbe emerso che il provvedimento impugnato dal ricorrente era un provvedimento sanzionatorio per FATTI DI CORSA (quindi INAPPELLABILE) e non un provvedimento disciplinare
5)      se fosse stato un provvedimento disciplinare l’impugnazione eventualmente sarebbe stata fatta su un comunicato della Commissione Disciplinare Nazionale (unica competente) e non su un comunicato del Giudice Unico Nazionale (incompetente in materia disciplinare)
6)      nel caso si evidenzia quindi una condotta non regolamentare del ricorrente nel quale la CAF è stata indotta ed è caduta.

Una più attenta gestione del caso non avrebbe portato a tale decisione anche perché bastava andare a prendere il “Comunicato provvedimenti per FATTI DI CORSA”  emanato obbligatoriamente (anche in caso di negatività) dal Collegio dei Commissari al termine della gara stessa.

Infine, ultima, ma non meno importante considerazione:

la scorrettezza sanzionata giustamente dal Collegio dei Commissari nei confronti del ricorrente, ha una logica molto diversa.

Nello svolgimento del finale di quella gara l’infrazione commessa da Cordiano DAGNONI ha permesso a suo fratello Christian di mantenere ed aggiudicarsi la Medaglia di bronzo…

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