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Ieri, con le Strade Bianche, si è aperta ufficialmente la stagione del grande ciclismo targato RAI. Alla piacevolissima novità della trasmissione in diretta della corsa toscana, non possiamo aggiungere altre novità positive. Il ciclismo in Tv, sulla RAI, è sempre uguale, anzi, ieri, come ha scritto Angelo Zomegnan sul suo blog, la RAI non ha brillato. Accanto al bravissimo Francesco Pancani e a Davide Cassani, lontano dai fasti di un tempo, c’era un Fabrizio Piacente, sempre più a disagio nel ciclismo, e Alessandra De Stefano, sempre più fastidiosa, il tutto farcito dalla solita regia piatta di Nazzareno Balani.

Ci spiace ripeterci, ma, essendo in buona compagnia, lo faremo: nel ciclismo la RAI non porta innovazioni. Alessandra De Stefano si è ormai ritagliata il ruolo di paladina dell’amore, tutti belli, tutti bravi e tutti buoni e così via al pistolotto sulla dedica di Cancellara al suo parente recentemente scomparso. Sia chiaro, nulla contro “Spartacus” a cui vanno le nostre condoglianze, ma cosa centra tutto questo con lo sport ? cosa centra con la televisione ?

Rai, grazie per la diretta, ma le cose da migliorare sono tante …

Ieri, con le Strade Bianche, si è aperta ufficialmente la stagione del grande ciclismo targato RAI. Alla piacevolissima novità della trasmissione in diretta della corsa toscana, non possiamo aggiungere altre novità positive. Il ciclismo in Tv, sulla RAI, è sempre uguale, anzi, ieri, come ha scritto Angelo Zomegnan sul suo blog, la RAI non ha brillato. Accanto al bravissimo Francesco Pancani e a Davide Cassani, lontano dai fasti di un tempo, c’era un Fabrizio Piacente, sempre più a disagio nel ciclismo, e Alessandra De Stefano, sempre più fastidiosa, il tutto farcito dalla solita regia piatta di Nazzareno Balani.

Ci spiace ripeterci, ma, essendo in buona compagnia, lo faremo: nel ciclismo la RAI non porta innovazioni. Alessandra De Stefano si è ormai ritagliata il ruolo di paladina dell’amore, tutti belli, tutti bravi e tutti buoni e così via al pistolotto sulla dedica di Cancellara al suo parente recentemente scomparso. Sia chiaro, nulla contro “Spartacus” a cui vanno le nostre condoglianze, ma cosa centra tutto questo con lo sport ? cosa centra con la televisione ?

Alessandra De Stefano avrebbe bisogno di un corso accelerato di televisione, la lezione numero uno andrebbe sicuramente ad insegnarle che fino a che c’è la luce rossa accesa sulla propria telecamera si è inquadrati e quindi è poco carino sbraitare contro l’assistente di studio (o bere a canna come faceva al Giro). La seconda lezione potrebbe consistere nel guardare ciò che suoi illustri colleghi realizzano in altri sport: pensiamo al calcio, alla formula uno, al motomondiale, senza dimenticare volley, basket e altri. Abbiamo il forte sospetto che ciò che la De Stefano mette in scena sia esattamente ciò che piace a lei, senza interrogarsi minimamente se sia anche quello che piace al pubblico che, ci spiace dirlo, è sempre meno.

Decisamente incomprensibile, poi, la scelta di trasmettere in differita alle ore 17.00 su Rai3 lo stesso prodotto trasmesso un’ora prima in diretta su RaiSport2. Non crediamo servano degli esperti di palinsesti per capire che questo doppione non fa del bene a nessuno, né alla Rai né al ciclismo. Ci piacerebbe chiedere a Bulbarelli il senso di ritrasmettere la corsa pochi minuti dopo la fine della diretta. Un vero peccato, perché quei 40 minuti sarebbero potuti essere un ottimo approfondimento sulle “Strade Bianche”, in modo analogo a quanto avviene con “90° Minuto Champions” che non ripropone le partire già trasmesse da altri, ma trasmette gli highlights, con interviste, commenti e dibattito. Rai Tre avrebbe potuto fare la stessa cosa risultando appetibile sia a chi ha visto la corsa in diretta su Rai Sport 2 (e segue su Rai Tre gli approfondimenti), sia a chi la corsa non l’ha vista (e con gli highlights può riviverla pur avendo già appreso da internet il nome del vincitore).

Bulbarelli e la RAI per il ciclismo stanno facendo veramente tanto, infatti, anche il Giro del Trentino sarà trasmesso in diretta, e proprio per questo per completare l’opera con un prodotto che possa interessare a sempre più persone il passo sarebbe veramente breve, basterebbe po’ di umiltà e un pizzico di inventiva, anche se per qualcuno questi due ingredienti risultano praticamente introvabili.

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