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La settimana che si è appena conclusa ha rappresentato forse quella più nera degli ultimi sette anni di presidenza Di Rocco, ripercorriamo quindi le principali tappe di questa vicenda che sta portando alla luce operazioni che stanno destando parecchi dubbi.

Mercoledì 22 e Giovedì 23 febbraio, noi e “Il Secolo XIX”  pubblichiamo un’inchiesta che dimostra come a capo della “srl” che gestirà i Mondiali 2013 ci sia Renato Di Rocco che, attraverso una società federale (la “Ciclistica Servizi”), ha acquistato la “Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl”, liquidando poi gli ex soci di questa società e divenendone Amministratore Unico a tempo indeterminato.

Nella serata di Giovedì 23 febbraio, Di Rocco invia una lettera a “Il Secolo XIX” che però viene anticipata sul sito ufficiale della Federazione e su Tuttobici. In questa lettera Di Rocco non chiarisce i tanti punti oscuri, ma si limita ad affermare che tale operazione gli è stata richiesta dall’ex Ministro dello Sport.

Mondiali 2013: il riassunto della settimana di “passione” di Di Rocco

La settimana che si è appena conclusa ha rappresentato forse quella più nera degli ultimi sette anni di presidenza Di Rocco, ripercorriamo quindi le principali tappe di questa vicenda che sta portando alla luce operazioni che stanno destando parecchi dubbi.

Mercoledì 22 e Giovedì 23 febbraio, noi e “Il Secolo XIX”  pubblichiamo un’inchiesta che dimostra come a capo della “srl” che gestirà i Mondiali 2013 ci sia Renato Di Rocco che, attraverso una società federale (la “Ciclistica Servizi”), ha acquistato la “Mondiali Ciclismo Toscana 2013 srl”, liquidando poi gli ex soci di questa società e divenendone Amministratore Unico a tempo indeterminato.

Nella serata di Giovedì 23 febbraio, Di Rocco invia una lettera a “Il Secolo XIX” che però viene anticipata sul sito ufficiale della Federazione e su Tuttobici. In questa lettera Di Rocco non chiarisce i tanti punti oscuri, ma si limita ad affermare che tale operazione gli è stata richiesta dall’ex Ministro dello Sport.

Venerdì 24 febbraio, “Il Secolo XIX” in un articolo dal titolo “Il mondiale scippato, la rabbia della Liguria” pubblica un’intervista esclusiva al governatore Burlando che ha dichiarato:”La Federazione ci disse che per far tornare in Italia bisognava aspettare un anno, ma che nel 2013 non ci sarebbero stati problemi, Gianni Letta ci garantì un intervento governativo di partenza pari a 4,5 milioni di euro, ma le certezze divennero “se” e “ma” ed ora sappiamo il perché”.

Venerdì 24 febbraio, Silvano Antonelli mediante una lettera a ciclismo-online e a Tuttobici, chiede al Presidente Di Rocco di chiarire questo conflitto di interessi che lo vede protagonista. Antonelli scrive:” è un colossale conflitto d’interessi; – è una operazione che non rientra negli spazi statutari della FCI; – è una grave scorrettezza politico-istituzionale, perché la FCI si è, di fatto,  sostituita al comitato organizzatore assegnatario dei Mondiali, finendo con l’aver agito a favore di se stessa e per evidenti interessi economici”

Sempre Venerdì 24 febbraio, sul nostro sito, Angelo Francini scrive:” pare evidenziarsi che Di Rocco si ritenga il padre-padrone della Federazione: parla sempre in prima persona, senza mai una volta affermare che tale metodo operativo sia sostenuto da una decisione (delibera) del Consiglio federale.” Francini ha poi chiesto a Di Rocco di mostrare la lettere nella quale l’on. Crimi gli avrebbe chiesto di entrare nella srl, in conclusione del suo intervento Francini ha

Sabato 25 febbraio “Il Secolo XIX” ha pubblicato la lettera di Di Rocco, ma nell’articolo intitolato “Quel conflitto di interessi sul Mondiale di Toscana” ha evidenziato punto su punto quelli che restano i punti oscuri della vicenda, spiegando quali passi avrebbe potuto percorrere Di Rocco per non trovarsi nell’enorme conflitto di interessi emerso da questa vicenda. In particolare, l’occhiello recita ”Nessuna traccia di indicazioni governative sulla necessità di una srl”.

Sabato 25 febbraio il sito ciclismoweb.net ha pubblicato un’intervista di Tina Ruggeri a Renato Di Rocco. Intervista che non chiarisce i punti oscuri evidenziati da noi e da “Il Secolo”, intervista nella quale ribadisce che la “Ciclistica Servizi” sia assolutamente regolare, cosa che non è mai stata messa in dubbio. Anche in questa occasione, Di Rocco parla sempre in prima persona e non dice se il Consiglio Federale abbia deliberato l’acquisto della “Mondiali 2013”

Domenica 26 febbraio a Canegrate, il Vice Presidente FCI Gianni Sommariva dichiara pubblicamente che: “Noi non sapevamo niente di questa storia, ora attendiamo che il Presidente ci dia delle spiegazioni”.

Lunedì 27 febbraio, Lino Secchi, ex vice presidente FCI, afferma che “I Revisori dei Conti non potevano non sapere”, poche ore più tardi gli fa eco Davide D’Alto che scrive:” Così come mi bastano e avanzano le regole a cui devono attenersi tutti i nostri presidenti di società, stritolati da cogenti conflitti di dis-interesse calati sulle loro teste dall’alto (e anche sulla mia, quando ero in Consiglio federale, ma questo è un altro discorso, è giusto). Guai essere consigliere in due società di giovanissimi o esordienti contemporaneamente, dove si va avanti a forza di dis-interessati interventi economici da parte di appassionati, è il caso della società di cui faccio parte! Guai a essere ecc. ecc.. La lista delle incompatibilità è infinita, a livello di società e tesserati, infinita.”

Lunedì 27 febbraio il Presidente Di Rocco invia a tutti i Consiglieri Federali e ai Revisori dei Conti una comunicazione che recita così:” In riferimento alle assurde, ma ormai abituali, dichiarazioni del Vice Presidente Sommariva, Vi trasmetto, per Vs. memoria, i passaggi in Consiglio Federale riguardanti i Campionati del Mondo 2013. Il Consiglio Federale è stato regolarmente informato nella riunione del 23 giugno 2011, come da Comunicazioni allegate e ratificate con l’approvazione del Verbale nella successiva riunione del 24 agosto 2011.”. Le tempistiche parlano chiaro: la società è stata acquistata il 1 giugno 2011, mentre Di Rocco ne ha data comunicazione  22 giorni più tardi, appare chiaro che questa operazione non sia stata votata dal Consiglio Federale.

Martedì 28 febbraio Gianni Sommariva si rimangia ciò che aveva dichiarato alla riunione di Canegrate affermando che:”Di Rocco è onesto e corretto”.

Martedì 28 febbraio rendiamo pubblico un documento nel quale la Segreteria Generale ha invitato i dipendenti a cessare immediatamente ogni forma di collaborazione con società ciclistiche:” questa Segreteria, richiamandosi al costante indirizzo del Consiglio Federale che impone l’assoluta trasparenza delle attività degli Uffici Federali e l’assoluta imparzialità nella trattazione delle attività di ufficio con esclusione di qualsiasi forma, anche indiretta, di coinvolgimento personale, nonché a quanto riportato dagli art. 11 e 20 del Codice Etico pubblicato sul sito federale invita Tutti i dipendenti e collaboratori a cessare qualsivoglia attività svolta a titolo personale nel settore del ciclismo al fine di evitare l’insorgere di qualunque forma, anche indiretta, di interferenza o conflitto di interessi o, comunque di coinvolgimento  improprio, rispetto all’attività federale”. Conflitto di interessi che evidentemente non vale né per Di Rocco né per la Segretaria stessa.

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