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Per certe corse  essere definite “corse di paese” è sicuramente un’offesa, il Gran Premio Industria Commercio e Artigianato Carnaghese non è una corsa DI paese, ma è scuramente la corsa DEL paese: una manifestazione in cui tutti gli abitanti della ridente cittadina della provincia di Varese si sentono coinvolti e per la quale si adoperano a vario titolo. Tra di loro c’è l’anima della Sc Carnaghese, il segretario Adriano Zanzi che, con il Presidente Mauro Macchi,  si sobbarca l’onere principale di mandare avanti l’attività ciclistica.

Signor Zanzi, tanti si chiedono come faccia la SC Carnaghese a non risentire della crisi economica e a continuare proporre manifestazioni di alto livello. Quale è il vostro segreto ?
Nessun segreto particolare, innanzitutto siamo tutte persone serie che ci mettono oltre che la passione la faccia. Poi, indubbiamente, se riusciamo a fare qualcosa di buono è per merito dei nostri sponsor che ci sostengono sempre, forse, la nostra fortuna  è di non avere un grande sponsor, ma di avere tanti sponsor. Grazie a questi, che mi sento di chiamare “amici”, riusciamo ad avere una continuità, contrariamente a quanto accade in altre corse quando il main sponsor decide di alzare bandiera bianca.

Adriano Zanzi (Carnaghese):”Orgogliosi della nostra crescita, domani sarà sicuramente uno spettacolo”

Per certe corse  essere definite “corse di paese” è sicuramente un’offesa, il Gran Premio Industria Commercio e Artigianato Carnaghese non è una corsa DI paese, ma è scuramente la corsa DEL paese: una manifestazione in cui tutti gli abitanti della ridente cittadina della provincia di Varese si sentono coinvolti e per la quale si adoperano a vario titolo. Tra di loro c’è l’anima della Sc Carnaghese, il segretario Adriano Zanzi che, con il Presidente Mauro Macchi,  si sobbarca l’onere principale di mandare avanti l’attività ciclistica.

Signor Zanzi, tanti si chiedono come faccia la SC Carnaghese a non risentire della crisi economica e a continuare proporre manifestazioni di alto livello. Quale è il vostro segreto ?
Nessun segreto particolare, innanzitutto siamo tutte persone serie che ci mettono oltre che la passione la faccia. Poi, indubbiamente, se riusciamo a fare qualcosa di buono è per merito dei nostri sponsor che ci sostengono sempre, forse, la nostra fortuna  è di non avere un grande sponsor, ma di avere tanti sponsor. Grazie a questi, che mi sento di chiamare “amici”, riusciamo ad avere una continuità, contrariamente a quanto accade in altre corse quando il main sponsor decide di alzare bandiera bianca.

In poche parole, Carnago non ha sentito la crisi ?
No, purtroppo abbiamo sentito la crisi come tutti gli altri, diciamo che siamo stati bravi negli anni scorsi a non spendere tutto e con i risparmi siamo riusciti a fronteggiare la crisi. Speriamo che questo momento negativo dell’economia mondiale sia concluso, perché altrimenti il futuro sarà nero per tutti.

Quest’anno ci sarà qualche novità nel vostro Gran Premio ?
Il percorso è quello dell’anno scorso, contrariamente all’anno scorso faremo un primo tratto di trasferimento e poi nove giri del circuito, quindi complessivamente sono nove giri e mezzo. Quest’anno, abbiamo poi deciso di puntare sulla coreografia, con un bell’allestimento della zona arrivo.

Oltre che all’aspetto tecnico siete legati anche al territorio …
Si, e non potrebbe essere diversamente. Il ciclismo è uno sport che veicola molto bene il territorio e sarebbe stupido non sfruttarlo. Noi ogni anno realizziamo una brochure che comprende molte fotografie della nostra zona, in particolare lo speciale sul Castelseprio ci ha fatto ricevere molti complimenti di molti appassionati di archeologia che conservano questi nostri documenti. Fare un opuscolo del genere costa denaro e fatica, ma non potremmo non promuovere il nostro bellissimo territorio.

Negli ultimi anni avete cambiato spesso data …
Si, purtroppo da questo punto di vista siamo stati sfortunati, noi ovviamente cerchiamo delle collaborazioni con altre gare, perché le squadre straniere non vengono per un solo giorno di gara. E’ però difficile riuscire a trovare il partner giusto, con il quale si possa collaborare con rispetto delle esigenze di tutti per una crescita globale.

Qualcuno dice che la vostra collocazione ideale sarebbe la domenica prima del Trittico Lombardo …
Forse si, però la nostra società si basa sul volontariato e chiedere a nostri collaboratori di sacrificarsi nella settimana di ferragosto ci sembra eccessivo . A noi l’attuale collocazione soddisfa, forse se il Giro del Veneto dovesse saltare anche negli anni a venire ci piacerebbe spostarci al sabato, ma comunque siamo contenti di essere in questo periodo.

Qualche ben informato, dice che l’anno prossimo una corsa del trittico uscirà e che voi prenderete il suo posto…
Ogni azione va valutata seriamente con pro e contro. Oggettivamente,  al di là della collaborazione con due corse importanti non vedo grossi vantaggi dall’ingresso del “trittico”. Forse, anziché chiedersi se Carnago entrerà nel trittico sarebbe giusto chiedersi se ha ancora senso un “trittico” impostato in questa maniera.

Voi, oltre che impegnati nella gara professionistica, siete impegnati anche nell’organizzazione del Gran Premio dell’Arno, internazionale per Juniores…
Si, e di questo ne andiamo fieri. Credo che sia un preciso obbligo di chi organizza nel ciclismo guardare ai giovani che sono il nostro futuro. So bene che organizzare una gara internazionale giovanile costa molta più fatica che non una professionistica, ma chi ama il ciclismo non deve temere di avere qualche onere in più e qualche onore in meno.

Si vocifera che dopo la cancellazione della Piccola Tre Valli vogliate aggiungere una vostra gara Juniores il sabato precedente il Gp dell’Arno. Cosa c’è di vero ?
Effettivamente ne abbiamo parlato, abbiamo sentito anche qualche comune e l’interesse c’è, ma non so se si riuscirà a concretizzare già nel prossimo anno. Noi vorremmo continuare ad avere due giorni di gara per risultare appetibili alle squadre straniere che per un solo giorno, giustamente, non si sobbarcano trasferte troppo impegnative.

Già nel lontano 2005 nella sala stampa di Carnago era presente la ADSL al servizio dei giornalisti accreditati, negli anni seguenti altre corse vi hanno, per così dire “copiati”, ma ancora oggi ci sono gare professionistiche che non offrono questo importante servizio. Cosa si prova ad essere stati tra i primi a portare nel ciclismo una novità “storica” ?
Sicuramente grande soddisfazione. Noi crediamo che tutte le componenti del ciclismo debbano essere messe nella condizione di lavorare al meglio e così ogni anno proviamo a migliorarci. In particolar modo i media, curati dal nostro addetto stampa Sergio Gianoli, devono lavorare nelle migliori condizioni possibili per poter parlare e scrivere della nostra corsa. Per il futuro stiamo progettando dei collegamenti internet ancora più veloci.

Che Gran Premio Carnaghese sarà quello che si correrà domani ?
Senza ombra di dubbio, sarà il miglior lotto partenti da quando non siamo più open. Come dicevo, anno dopo anno, cerchiamo di migliorarci sempre e devo dire, senza presunzione, che ci stiamo riuscendo. Anche grazie al successo di Ivan Basso dell’anno scorso, nella mentalità di sportivi ed addetti ai lavori non siamo più visti come una corsa “minore”,  ma come una realtà del ciclismo professionistico e questa è sicuramente la più bella soddisfazione per chi dedica tanto tempo e fatica a questo nostro amato sport.”

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