Notice: Undefined index: tie_sidebar_pos in /web/htdocs/www.ciclismo-online.it/home/wp-content/themes/jarida/includes/post-head.php on line 5

Da due anni a questa parte ci hanno venduto il “GiroBio” come l’unica gara pulita del ciclismo dove un gruppo di esperti avrebbe controllato tutti i corridori al via. Dopo il primo anno si è scoperto che questi esperti non effettuavano controlli antidoping, ma solamente sulla salute. Nel secondo anno si è capito che questo Giro non era prorpio Bio, dal momento che a Bruno Leali, DS al seguito del GiroBio, sono stati sequestrati dai NAS prodotti illeciti ed è successivamente radiato dalla Federazione, mentre per l’organizzazione tutto era a posto. Quest’anno abbiamo scoperto, grazie ad un diario della Colpack, che al GiroBio non ci sono stati fino ad oggi controlli antidoping,  allora ci chiediamo in cosa sia così particolare questo Giro dal momento che la prerogativa per cui è nato è ormai venuta meno.

Forse però, quelli del GiroBio, anziché cavalcare questi argomenti, di cui sinceramente non ne possiamo più, farebbero bene a meglio definire altri dettagli organizzativi.

Nel GiroBio senza antidoping, pure un errore di percorso con annessa caduta

Da due anni a questa parte ci hanno venduto il “GiroBio” come l’unica gara pulita del ciclismo dove un gruppo di esperti avrebbe controllato tutti i corridori al via. Dopo il primo anno si è scoperto che questi esperti non effettuavano controlli antidoping, ma solamente sulla salute. Nel secondo anno si è capito che questo Giro non era prorpio Bio, dal momento che a Bruno Leali, DS al seguito del GiroBio, sono stati sequestrati dai NAS prodotti illeciti ed è successivamente radiato dalla Federazione, mentre per l’organizzazione tutto era a posto. Quest’anno abbiamo scoperto, grazie ad un diario della Colpack, che al GiroBio non ci sono stati fino ad oggi controlli antidoping,  allora ci chiediamo in cosa sia così particolare questo Giro dal momento che la prerogativa per cui è nato è ormai venuta meno.

Forse però, quelli del GiroBio, anziché cavalcare questi argomenti, di cui sinceramente non ne possiamo più, farebbero bene a meglio definire altri dettagli organizzativi.

Nella tappa di Benevento, infatti, un errore di percorso ha falsato la volata finale causando addirittura una caduta. La notizia, tenuta rigorosamente e misteriosamente segreta dall’ufficio stampa della corsa, è però uscita molto presto ed è stata addirittura confermata dal Team Colpack nel tradizionale diario, in particolare, Rossella Di Leo scrive:” Dopo i 10 km mi sono ritrovata a 400 metri dall’arrivo, proprio nel momento no della gara…motivo?…..allora…..curva a gomito a sinistra ed arrivo del gruppo compatto trainato dagli uomini Zalf. A quel punto della curva, la strada non era chiusa ma completamente libera da persone o transenne e anche la moto della TV che era ancora davanti al gruppo non ha  fatto la curva ma ha indirizzato i primi 20 del gruppo nella direzione sbagliata……momento di panico perché nella frenata brusca qualcuno è anche caduto e molto rammarico per una volata falsata da una curva che sicuramente andava segnalata in modo più determinato.”

Questa carenza è estremamente grave, soprattutto se si pensa che arriva da un organizzatore che a parole sembra aver inventato lui il ciclismo. Più che il promotore di un ciclismo pulito al 100%, dato che in tre anni è stato sempre smentito dai fatti, sarebbe il caso che Brocci iniziasse a fare veramente l’organizzatore con la O maiuscola. Sarebbe sempre il caso che il BioPatron si curasse più della sicurezza e della regolarità della corsa per impedire il ripetersi di fatti analoghi a quelli accaduti a Benevento, anziché preoccuparsi se i corridori la sera utilizzano o meno la Playstation o il cellulare.

Forse però, per una efficiente organizzazione non si finisce sui giornali, mentre curiose iniziative (anche se inefficaci) legate all’antidoping si. Vuoi vedere che è proprio questo lo scopo del BioPatron ?

Powered by Dragonballsuper Youtube Download animeshow