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Archiviato il Giro d’Italia, vanno in archivio anche tutte quelle trasmissioni legate alla corsa rosa che RAI 3 e RAI SPORT 1 ci hanno proposto in tutte le salse. Il mese di Maggio, per un appassionato di ciclismo è il mese della riscossa: dopo un anno di calcio dalla colazione alla buona notte, finalmente anche al ciclismo viene riservato lo stesso trattamento.

Gli ascolti sono stati discreti, anche se inferiori allo scorso anno e sicuramente condizionati dal fatto che il Giro si è chiuso dopo una settimana e mezza.

L’ascolto medio di “Giro in Diretta” e “Giro all’Arrivo” è stato di 1.339.690 spettatori per uno share medio del 11,82 %. L’anno passato la media era stata un po’ più alta (13,44%) e si è alzata proprio nell’ultima settimana di gara, quella che in teoria dovrebbe essere la più importante, ma che quest’anno per “colpa” del talento di Alberto Contador è risultata essere la più noiosa e scontata.

Giro in TV: discreti gli ascolti, male il “Processo”, ma dove sono le novità ?

Archiviato il Giro d’Italia, vanno in archivio anche tutte quelle trasmissioni legate alla corsa rosa che RAI 3 e RAI SPORT 1 ci hanno proposto in tutte le salse. Il mese di Maggio, per un appassionato di ciclismo è il mese della riscossa: dopo un anno di calcio dalla colazione alla buona notte, finalmente anche al ciclismo viene riservato lo stesso trattamento.

Gli ascolti sono stati discreti, anche se inferiori allo scorso anno e sicuramente condizionati dal fatto che il Giro si è chiuso dopo una settimana e mezza.

L’ascolto medio di “Giro in Diretta” e “Giro all’Arrivo” è stato di 1.339.690 spettatori per uno share medio del 11,82 %. L’anno passato la media era stata un po’ più alta (13,44%) e si è alzata proprio nell’ultima settimana di gara, quella che in teoria dovrebbe essere la più importante, ma che quest’anno per “colpa” del talento di Alberto Contador è risultata essere la più noiosa e scontata.

Non può certo festeggiare “Il Processo alla Tappa” che ha raccolto una media di 847.429 spettatori per uno share medio del 8,54%. Ma il dato che fa più riflettere è che circa 500.000 spettatori  al giorno (circa il 30%), dopo “Giro all’Arrivo” abbiano spento la televisione senza soffermarsi sul programma di Alessandra De Stefano.

Questa scelta non ci sorprende, come abbiamo più volte scritto, il “Processo alla Tappa” è un programma mal costruito, un supermarket di rubriche buttate dentro al programma senza alcuna logica televisiva, ma solamente per accontentare qualcuno. Fatichiamo ad immaginare, nel dopo partita di Inter – Milan o di Juventus – Inter o di qualunque altra partita importante, uno spazio dedicato all’unità d’Italia o i 150 secondi su di un personaggio o lo spazio di Massimo Zecconi. Fuori luogo, anche se assai più gradevole delle rubriche sopraccitate, lo spazio di Paolo Belli, bravissimo nella trasmissione mattutina, indigesto nel dopo corsa.

Nel Giro televisivo del 2011 sono mancate le novità. La trasmissione del mattino va in onda, più o meno con la solita formula, dal 1995, così come la trasmissione delle 20. Poche le novità, in perfetto stile RAI, Bulbarelli ripropone di anno in anno sempre le stesse cose. Neanche in un settore di nichia come quello del ciclismo si riesce a trovare il coraggio di sperimentare e innovare. Peccato, perché se il ciclismo in TV deve essere “trainato” dai soli appassionati la situazione è veramente triste.

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