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L’arrivo di Macugnaga, faceva gola a molti, sia perché siamo a fine Giro e qualche squadra deve ancora fare risultato, sia perché si presumeva fosse l’ultimo a disposizione del “popolino” prima che i grossi calibri facessero i fuochi d’artificio sul Colle delle Finestre e al Sestriere.

Ma questo Giro ci ha insegnato che non bisogna dare niente per scontato. Con il maltempo che ha interessato anche la tappa lombardo-piemontese e una prima parte che sembrava rispettare il pensiero comune, l’epilogo è stata una vera sorpresa.

La vittoria è andata a Paolo Tiralongo, portacolori della Astana, che, “Nomen Omen”, ha alle spalle e davanti una onesta “vita da mediano” a servire i Capitani di turno, come nella passata stagione il dominatore di questo Giro Alberto Contador. Lo stesso che affiancatosi dopo aver dato un altro colpo alle certezze degli inseguitori, lo ha guardato e come un vero uomo squadra ha voluto premiare il suo ex gregario.

Contador fa un regalo a Tiralongo che si impone a Macugnaga

L’arrivo di Macugnaga, faceva gola a molti, sia perché siamo a fine Giro e qualche squadra deve ancora fare risultato, sia perché si presumeva fosse l’ultimo a disposizione del “popolino” prima che i grossi calibri facessero i fuochi d’artificio sul Colle delle Finestre e al Sestriere.

Ma questo Giro ci ha insegnato che non bisogna dare niente per scontato. Con il maltempo che ha interessato anche la tappa lombardo-piemontese e una prima parte che sembrava rispettare il pensiero comune, l’epilogo è stata una vera sorpresa.

La vittoria è andata a Paolo Tiralongo, portacolori della Astana, che, “Nomen Omen”, ha alle spalle e davanti una onesta “vita da mediano” a servire i Capitani di turno, come nella passata stagione il dominatore di questo Giro Alberto Contador. Lo stesso che affiancatosi dopo aver dato un altro colpo alle certezze degli inseguitori, lo ha guardato e come un vero uomo squadra ha voluto premiare il suo ex gregario.

Macugnaga ha cosi fatto stilare un ordine d’arrivo di tutto rispetto: Primo il già citato Tiralongo, secondo Alberto Contador che ha rimpinguato ulteriormente il suo sempre più pingue vantaggio nei confronti dei diretti inseguitori e terzo Vincenzo Nibali seguito da tutti gli altri dei piani alti della classifica. Niente male per una tappa che veniva classificata come quella del giorno prima delle “Finestre”.

Il felicissimo vincitore di tappa non si è potuto esimersi da ringraziare il suo ex Capitano:

Oggi fin dall’inizio volevo provarci. Era l’unica settimana di libertà e quindi volevo cercare la fuga. Ai 6 chilometri dall’arrivo il gruppo era in fila e sono partito ma mi hanno ripreso. Poi ci ho riprovato dopo una pacca e una frase di Alberto Contador “Ora è il momento giusto, vai”……La gamba rispondeva bene, ho tirato a tutta come se fossi al servizio di un capitano. Ai 600 ho visto dietro un corridore ma ho riconosciuto subito essere Alberto. Sapevo che non mi avrebbe mai, dico mai, superato. Ha tirato anche un po’, aiutandomi a tirare il fiato. Lui non voleva superarmi, anzi guardava indietro per controllare la situazione…… Per me, almeno di testa, Contador è fortissimo. Sa darti stimoli eccezionali, perché è intelligente, tattico, pensa al gruppo. Dà la carica. Potrebbe vincere anche tutte le corse a tappe……non mi ha portato con lui perché avevo un contratto, una squadra solida, un gran capitano. C’è stata la trattativa ma per un anno non potevo spostarmi. Il prossimo anno, si vedrà……Non penso che qualcuno si sia risentito di questi regali della maglia rosa. Alberto è molto rispettato e poi sono convinto che dopo una vita passata a compiere sacrifici, lo stesso gruppo fosse molto contento per me……Eddy Merckx e il nostro patron erano convinti che fosse il mio giorno. Io sapevo di essere libero da impegni di gregariato però non speravo di poter coronare il mio sogno”.

Prima dell’attacco di Tiralongo e della sparata di Contador, in tanti avevano accarezzato il sogno di portare a casa il bersaglio grosso.

Dessel, Ermeti, Beyer, Sesma, Azanza Soto, Cheula, Brutt, Caruso, Spilak, Samoilau, Kiserlovski, Favilli, Van Winden, Didier, Carlström, Stetina, Popovych, Rovny e Hoogerland, fuggiti al km 4 e ripresi dopo una ventina di km.

Bak, Rabottini e Pineau autori della fuga partita dopo una cinquantina di km ma portata avanti senza convizione e con poca collaborazione, cosa che ha permesso a un motivato Garzelli di raggiungerli e di farsi non poco nervoso nell’avvicinamento al traguardo. Imitato poco dopo da Cherel e Tschopp.

Il finale ha visto Pineau e Rabottini tentare ulteriormente la sortita e un certo Danilo Di Luca tirare il gruppetto dei migliori, ridotto anche da una caduta che ha spezzato il plotone, menata che ha anticipato lo sfortunato attacco di Joaquin Rodriguez e ricondotto alla ragione dalla veemenza agonistica della maglia rosa, che ha così commentato la sua ennesima giornata in maglia rosa.

Oggi è stata difficile. Soprattutto per il tempo, pioveva tanto da non vedere niente. Ma con la pioggia io vado bene, infatti sentivo la gamba buona e nel finale sono riuscito a superare tutti gli avversari. Tranne uno, Tiralongo, che l’anno scorso aveva fatto di tutto per farmi vincere il Tour e per assistermi tutto l’anno……E’ stato molto forte oggi e meritava questo gesto: istintivo, che mi sentivo di fare e che ritengo faccia parte di ognuno di noi. Quando ti senti di farlo, lo fai. La vittoria di Paolo è una mia vittoria……Quando sono scattato non ho pensato di farlo per aiutare Tiralongo a vincere, volevo semplicemente dare una scossa e allungare sugli avversari della classifica generale……Tiralongo non ha ricevuto un regalo, ha meritato la vittoria grazie alla forza e all’impegno con i quali l’ha cercata. A me ora basta mantenere la Maglia Rosa, i successi di tappa sono già arrivati……Domani l’importante sarà mantenere la Maglia Rosa, niente altro. Non so se proverò o no ad attaccare. Vorrei mantenere un distacco tranquillo per mantenere la Rosa. Rujano, Scarponi, Nibali: sono loro che dovrebbero attaccare”.

Mario Prato

Ordine d’Arrivo

1)    Paolo Tiralongo (Ita, Astana) in 5h26’27’’

2)    Alberto Contador (Spa, Saxo Bank – Sungard) s.t.

3)    Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) a 3’’

4)    John Gadret (Fra, Ag2r La Mondiale) s.t.

5)    Joaquin Rodrigues (Spa, Katusha) 6’’

6)    Steven Krujiswijk (Bel, Omega Pharma – Lotto) s.t.

7)    Michele Scarponi (Ita, Lampre – ISD) 8’’

8)    Roman Kreuziger (Cze, Astana) a 21’’

9)    Hubert Dupont (Fra, Ag2r – La Mondiale) a 29’’

10) Kanstantin Sivtsov (Blr, HTC – High Road) a 34’’

Classifica Generale

1)    Alberto Contador (Spa, Saxo Bank – Sungard)

2)    Michele Scarponi (Ita, Lampre – ISD) a 5’18’’

3)    Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) a 5’52’’

4)    John Gadret (Fra, Ag2r La Mondiale) a 7’53’’

5)    Kanstantin Sivtsov (Blr, HTC – High Road) a 9’58’’

6)    Mikel Nieve (Spa, Euskaltel – Euskadi) a 10’08’’

7)    Roman Kreuziger (Cze, Astana) a 10’20’’

8)    Joaquin Rodrigues (Spa, Katusha) a 10’43’’

9)    Denis Menchov (Rus, Geox – TMC) a 10’51’’

10) Josè Rujano (Ven, Androni – CIPI) a 11’50’’

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