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Il Friuli ciclistico è stato ferito e umiliato dalla decisione “politica” di non transitare sull’atteso Crostis, nonostante il gran lavoro svolto da chi questa terra la ama e la rispetta e dalle dichiarazioni positive dei corridori e della loro associazione internazionale.

Pur non avendo dubbi sulla buona fede del Collegio dei Commissari e sul loro operato, quella presa ieri sera è stata una decisione politica fatta per assecondare i Gruppi Sportivi a scapito degli appassionati di queste terre.

Una decisone che ha fatto anche scaldare gli animi con conseguente occupazione della sede stradale che conduceva al Gran Premio della Montagna di Tualis. Protesta che ha portato ad escludere dal tracciato anche questo GPM, inserito per sostituire il GPM del Crostis.

E’ Igor Anton il trionfatore sullo Zoncolan. Il Giro sempre più di Contador

Il Friuli ciclistico è stato ferito e umiliato dalla decisione “politica” di non transitare sull’atteso Crostis, nonostante il gran lavoro svolto da chi questa terra la ama e la rispetta e dalle dichiarazioni positive dei corridori e della loro associazione internazionale.

Pur non avendo dubbi sulla buona fede del Collegio dei Commissari e sul loro operato, quella presa ieri sera è stata una decisione politica fatta per assecondare i Gruppi Sportivi a scapito degli appassionati di queste terre.

Una decisone che ha fatto anche scaldare gli animi con conseguente occupazione della sede stradale che conduceva al Gran Premio della Montagna di Tualis. Protesta che ha portato ad escludere dal tracciato anche questo GPM, inserito per sostituire il GPM del Crostis.

Ma se questa decisione, presa ufficialmente per garantire un regolare svolgimento della competizione, ha scontentato molti se non tutti, i ciclisti impegnati su quella che giustamente è considerata la salita più dura d’Europa hanno riappacificato il Giro d’Italia con i Suiveur carnici e non solo con loro, anche se non sono mancati i fischi e qualche insulto verso chi veniva considerato colpevole del taglio di percorso.

Quello che si è visto oggi quando la strada dopo Ovaro è entrata in uno “stadio” ciclistico, non poteva lasciare indifferenti quelli che hanno il ciclismo, anche se solo televisivo, nel sangue.

Come non appassionarsi nel vedere consumare le ultime energie e le speranze di Brambilla, Rabottini e Tankink, fuggitivi della prima ora. Come non emozionarsi ai primi attacchi di Rodriguez, Anton e Contador. Come non emozionarsi alla resistenza di Nibali,  Scarponi e Menchov. Come non emozionarsi alla ascesa di Igor Anton in solitaria, su una pendenza dove anche una moto della Rai è stata costretta a dare forfait.

Come non emozionarsi alla condotta di gara della maglia rosa Alberto Contador, che abbandonato la prudenza e la freddezza tattica attacca e riduce ad ogni pedalata le velleità degli avversari. E poco importa se il Giro d’Italia dei 150 anni dell’Unità d’Italia sarà di uno straniero. Per quello che ha fatto vedere fino ad ora su ogni arrivo in salita della corsa rosa, merita non solo il rispetto, ma soprattutto quel sano tifo che caratterizza il popolo del ciclismo. Un popolo, colorato, rumoroso, competente e rispettoso della fatica altrui che non guarda né alla maglia, né al passaporto, ma a come questi cavalieri con i loro mezzi meccanici affrontano e onorano il loro mestiere.

E come hanno fatto male quei fischi verso la maglia rosa, colpevole agli occhi di molti di appartenere alla squadra il cui Team Manager è stato uno dei più attivi fautori del taglio del Crostis. Peccato che tra i favorevoli al taglio ci fosse anche Amadio, Team Manager della Liquigas e quindi di Nibali. L’unico che avrebbe avuto vantaggi considerevoli a scendere dal Crostis.

Comunque la tanto temuta tappa della Zoncolan, anche se orfana del Crostis e della relativa discesa ha mantenuto le promesse e ha permesso a un basco caparbio e fiero, quell’Igor Anton che a causa di una caduta ha visto sfumare la possibilità di giocarsi la Vuelta 2010, di scrivere il suo nome nell’albo d’oro della salita Carnica, che già fu di Simoni, Garzelli e Basso.

Ma se Igor Anton è stato il più veloce ad arrivare in cima, anche oggi il vincitore morale è stata la maglia rosa. Un Contador cinico quanto basta per non dare un cambio a Vincenzo Nibali, salvo poi scattarle sulla faccia e abbandonarlo al suo destino.

Ma se questa per alcuni può essere considerata una caduta di stile, bisognerebbe ricordare le “lamentele” a seguito dei melensi comportamenti di Fair Play del Tour dello scorso anno. È brutto da ammettere ma la guerra, anche se sportiva è per antonomasia “brutta e cattiva” e purtroppo anche se sono passati secoli deve valere ancora il “Guai ai Vinti” come ai tempi dell’Impero Romano.

In attesa del tappone dolomitico di domani, Alberto Contador continua a incrementare di qualche secondo il vantaggio sui suoi avversari, che nonostante i buoni propositi di inizio Giro, cominciano a mostrare qualche crepa nella loro volontà e nel loro stato di forma.

Anche se si continua a sentir ripetere domani è un altro giorno e il Giro è ancora lungo, le occasioni come le energie calano. Speriamo non cali anche lo spettacolo, perché quello visto fino ad ora è di tutto rispetto.

Detto di quanto è successo sulla mitica salita finale, voglio rivolgere il mio saluto a un glorioso protagonista di molti Giri d’Italia e non solo.

Dopo 19 anni di professionismo e 16 Giri d’Italia per “Brontolo” è arrivato il momento di dire basta.

Al 15°km di gara il nonno del Giro, Andrea Noé è sceso di bicicletta definitivamente.

Anche se la sua volontà era quello di farlo in Piazza Duomo a Milano il prossimo 29 Maggio, un virus intestinale, che ha colpito anche altri elementi della Farnese-Neri ha anticipato i tempi del suo addio al ciclismo pedalato.

Mario Prato

Hanno detto…

Lo Zoncolan è stato domato dal basco Igor Anton della Euskaltel Euskadi, che con la sua maglia arancione è passato incolume alle pendenze a doppia cifra della montagna carnica e al maltempo che ha salutato l’arrivo dei girini in vetta.

A lui quindi l’onore di raccontarci per primo la sua impresa e qualcosa di lui:

L’unico modo per battere Contador era stare concentrato e pensare solo alla salita. È stato molto difficile ma lo dovevo alla squadra ed a me stesso, sull’Etna non avevo le stesse sensazioni… oggi è stata una grande scommessa con me stesso, vinta! Nel corso della salita continuavo a guardare dietro di me, il punto più difficile è stato al chilometro numero 5. Ma sono riuscito a rimanere concentrato più di ieri……E’ senz’altro la vittoria più importante della mia carriera, perché il Giro d’Italia è mitico e Marco Pantani era il mio mito……Ho una placca di metallo nella clavicola, una nel femore. Sì, devo anche ringraziare i medici che ogni volta sono stati bravi a rimettermi in sesto……I tifosi mi hanno fatto sentire davvero importante e mi hanno aperto uno strettissimo corridoio verso la gloria……Tenere un corridore come Contador alle mie spalle è stata una grande soddisfazione ma lui è il più forte al via e lo ha già dimostrato. Penso che cercherò di vincere un’altra tappa almeno……Sono molto orgoglioso di essere protagonista nel mitico Giro d’Italia. Contador è molto intelligente e devo dire non sarebbe serio pensare di poter vincere il Giro d’Italia, cercherò di tenere la posizione in classifica e fare del mio meglio”.

Poi prima di chiudere un pensiero anche alla caduta alla Vuelta dello scorso anno “Penso che senza la caduta, potevo vincere la Vuelta, poi non si può mai dire come sarebbe andata ma di certo io stavo molto bene ed in salita andavo davvero forte”.

Dopo il vincitore di giornata la parola è passata alla maglia rosa Alberto Contador:

“Un giorno incredibile e molto impegnativo. La tappa è stata straordinaria. La mia strategia è stata quella di pensare solo alla classifica: ho cominciato la scalata con Scarponi e poi ho proseguito con Nibali……Vincenzo andava veramente forte, è un grande, ha fatto una grandissima tappa. Ho un grande considerazione nei suoi confronti e per questo ho cercato di guadagnare su di lui secondi preziosi che sono certo saranno utilissimi alla fine, a Milano

Contador ha inoltre elegantemente glissato sui fischi ricevuti:

“Sono veramente contento del pubblico italiano. Nibali è a casa qui ed è normale che la gente sia tutta per lui. Ma con me il pubblico è stato davvero straordinario”.

E anche sul taglio del Crostis:

“Sarebbe stata una gara assolutamente diversa. Sul Crostis tutti i migliori avrebbero tentato l’attacco e avreste visto molti tentativi di fuga in più……Adesso vado in hotel. Domani penserò alla prossima tappa”.

Ma se la maglia rosa “gongola” lo stesso non possono fare i suoi diretti inseguitori, anche se quello fatto vedere fino a ora non è certo deludente.

In rigoroso ordine di Classifica tocca ora al secondo in classifica, Vincenzo Nibali:

Lo Zoncolan è una salita che spacca le gambe» esordisce Nibali «e non bisogna farsi prendere dalla frenesia. La squadra mi ha supportato in maniera splendida all’inizio, con il grande lavoro di Agnoli, Capecchi e Salerno. Nella parte più dura ho lasciato che gli altri scattassero, evitando “fuori giri” e tenendo un ritmo regolare. A meno 6 km dal traguardo ho agganciato Contador e Scarponi, dai meno 5 ho accelerato salendo solo con Contador. Gli ho chiesto qualche cambio ma lui ha sempre risposto no. Poi, nel finale, è riuscito ad anticiparmi. Il risultato comunque mi rende molto soddisfatto, Domani ci aspetta una tappa con salite impegnative fin dalle prime battute. In più, avremo nelle gambe le fatiche di oggi. La speranza di poter guadagnare qualcosa su Contador c’è ma bisogna essere realisti: anche oggi Alberto ha dimostrato di esserci e di non avere cali”.

Meno soddisfatto del messinese è l’aquila di Filottrano. Oggi Michele Scarponi ha pagato ancora una manciata di secondi e perso momentaneamente la terza posizione a vantaggio del vincitore di tappa Igor Anton.

“Ho affrontato la salita cercando di mantenere un passo che fosse il più regolare possibile. L’approccio alla parte iniziale e’ stato molto buono, poi ho gestito la salita per le mie possibilita’: quando Contador e Nibali hanno guadagnato terreno, ho provato con tenacia a perdere il meno possibile. Voglio elogiare anche oggi la squadra perche’ mi ha supportato nel miglior modo”.

Sentito i primi della classe il nostro interesse è stato rapito da colui che con il suo attacco nel gruppo dei migliori ha dato fuoco alle polveri salvo poi cadere vittima della sua stessa generosità, arrivando 11° a 2’24”, Joaquin Rodriguez: “Ho attaccato lontano dall’arrivo per vedere se mi lasciavano un po’ di spazio, visto che non sono poi così vicino i primissimi in classifica generale,  purtroppo hanno chiuso subito. In questo momento non ha senso per me aspettare i finali di corsa restando a ruota perché ci sono alcuni corridori che sono superiori. Ora il mio obiettivo è cercare di vincere almeno una tappa e per questo motivo cercherò di attaccare da lontano ancora. L’unico aspetto positivo di oggi è che mi sono sentito meglio degli ultimi giorni e questo mi da fiducia per l’ultima settimana del Giro”.

Mario Prato

Ordine d’Arrivo

1)    Igor Anton (Spa, Euskaltel – Euskadi) in 5h04’26’’

2)    Alberto Contador (Spa, Saxo Bank – Sungard) a 33’’

3)    Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) a 40’’

4)    Michele Scarponi (Ita, Lampre – ISD) a 1’11’’

5)    Denis Menchov (Rus, Geox – TMC) a 1’21’’

6)    John Gadret (Fra, Ag2r La Mondiale) a 1’38’’

7)    Mikel Nieve (Spa, Euskaltel – Euskadi) a 1’52’’

8)    Hubert Dupont (Fra, Ag2r La Mondiale) a 1’55’’

9)    Kanstantsin Sivtsov (Blr, HTC – High Road) a 2’05’’

10) Josè Rujano (Ven, Androni – CIPI) a 2’11’’

Classifica Generale

1)    Alberto Contador (Spa, Saxo Bank – Sungard) in 54h45’45’’

2)    Vincenzo Nibali (Ita, Liquigas – Cannondale) a 3’20’’

3)    Igor Anton (Spa, Euskaltel – Euskadi) a 3’21’’

4)    Michele Scarponi (Ita, Lampre – ISD) a 4’06’’

5)    John Gadret (Fra, Ag2r La Mondiale) a 5’23’’

6)    Kanstantin Sivtsov (Blr, HTC – High Road) a 5’27’’

7)    Denis Menchov (Rus, Geox – TMC) a 6’06’’

8)    Hubert Dupont (Fra, Ag2r La Mondiale) a 6’12’’

9)    Roman Kreuziger (Cec, Astana) a 6’40’’

10) Arroyo David (Spa, Movistar) a 6’43’’

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