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Domenica scorsa a Nalles si è tenuta una gara internazionale di MTB. Il campione italiano, Marco Aurelio Fontana è stato costretto dal Presidente di Giuria, il francese Joël Coufourier, a correre con un’anonima T-Shirt, poiché la sua maglia di Campione Nazionale è stata giudicata irregolare.

L’esperto commissario Francese, stimolato dai colleghi italiani, ha applicato il regolamento alla lettera, infatti, il Regolamento Tecnico, all’articolo 67, stabilisce che la pubblicità posso essere inserita solo sulla parte bianca. “La maglia di campione italiano è tricolore per tutte le categorie e le specialità. La pubblicità della società sportiva può apparire sulla fascia bianca, (anche sul retro) in un rettangolo di cm 10 di altezza, sulle bande laterali con altezza massima delle lettere di cm 9, sui quarti di manica su una sola linea con altezza massima di cm 5. Può apporsi una sola volta il marchio o la griffe del fabbricante nella misura di 25 cm. quadrati.”

Quando il campione può permettersi di “insultare” il Giudice

Domenica scorsa a Nalles si è tenuta una gara internazionale di MTB. Il campione italiano, Marco Aurelio Fontana è stato costretto dal Presidente di Giuria, il francese Joël Coufourier, a correre con un’anonima T-Shirt, poiché la sua maglia di Campione Nazionale è stata giudicata irregolare.

L’esperto commissario Francese, stimolato dai colleghi italiani, ha applicato il regolamento alla lettera, infatti, il Regolamento Tecnico, all’articolo 67, stabilisce che la pubblicità posso essere inserita solo sulla parte bianca. “La maglia di campione italiano è tricolore per tutte le categorie e le specialità. La pubblicità della società sportiva può apparire sulla fascia bianca, (anche sul retro) in un rettangolo di cm 10 di altezza, sulle bande laterali con altezza massima delle lettere di cm 9, sui quarti di manica su una sola linea con altezza massima di cm 5. Può apporsi una sola volta il marchio o la griffe del fabbricante nella misura di 25 cm. quadrati.”

La maglia di Fontana, che possiamo vedere nella foto, non è particolarmente sovraccarica di scritte pubblicitarie, anzi a nostro avviso potrebbe anche andare bene, ma la pubblicità è collocata anche nella parte verde e quindi la maglia va a violare l’articolo sopraccitato.

Joël Coufourier ha quindi impedito a Fontana di prendere il via con questa maglia. Dal punto di vista normativo: decisione impeccabile.

Dal giorno successivo alla gara, però, sul sito ufficiale di Marco Aurelio Fontana si può leggere:” Nota di rilievo il giudice francese che non mi ha fatto partire con la maglia di Campione Italiano dicendo che era irregolare ed ha retrocesso Manuel Fumic per partenza anticipata (ehehe?!? Ma non esiste!!!). Primo c’è modo e modo di porsi con le persone e quell’essere arrogante mi ha portato via la bici dalla linea di partenza e mi ha SPINTO fuori, NON ha detto al mio team manager che NON potevamo partire prima del call-up anche se è 3 ANNI che corro in Coppa del Mondo con quella maglia e secondo ha continuato a parlare la sua lingua (ignorando che siamo in Italia e che poteva semmai usare l’inglese) dicendo cose brutte e poco comprensibili. Se questo è un modo di regolamentare il nostro sport di certo non lo aiuta e vedere un atleta che domina la gara che corre con una semplice t-shirt fa ridicolizzare il gruppo e mette in discussione la serietà di un evento bello e costoso come gli Internazionali d’Italia. È stato fortunato che mio papà era al box in alto e che mio fratello era a casa a studiare se no una bella suonata non gliela toglieva nessuno.”

Se Zlatan Ibrahimovic è stato squalificato per 3 giornate per un “vaffa” e se Josè Mourinho è stato deferito, squalificato e sanzionato per interviste in cui criticava civilmente e in modo sarcastico l’operato dell’arbitro, con lo stesso metro di giudizio, la squalifica di Fontana dovrebbe essere ben superiore. Oltre alla mancanza di rispetto nei confronti del commissario, nello scritto si può leggere anche un chiaro incitamento alla violenza (“È stato fortunato che mio papà era al box in alto e che mio fratello era a casa a studiare se no una bella suonata non gliela toglieva nessuno”).

Oltre a questo, Fontana che è un corridore di fama internazionale dimostra di non conoscere il regolamento.

La lingua ufficiale per l’UCI è il Francese, solo negli ultimi anni alcuni commissari possono parlare anche l’Inglese, quindi Coufourier ha operato correttamente.

Come già detto, la maglia di Fontana all’estero è regolamentare poiché la pubblicità è nei limiti del regolamento, solo in Italia è irregolare poiché la pubblicità è sulla parte verde e non su quella bianca (art. 67 Regolamento Tecnico).

Un commissario non deve “aiutare il nostro sport”, deve applicare le regole ed è esattamente ciò che ha fatto Coufourier. Se anche nel calcio si reagisse come nel ciclismo, nessun arbitro dovrebbe più ammonire o espellere poiché, secondo questa bislacca teoria, così si farebbe del male al calcio.

Non ci esprimiamo sull’incitamento alla violenza, poiché crediamo che queste parole si commentino da sole e che chi pronuncia queste frasi non possa essere considerato un professionista, soprattutto se consideriamo che non sono state pronunciate a caldo e nella concitazione, ma a freddo e a posteriori.

Staremo a vedere se la Procura Federale avrà il coraggio di applicare i regolamenti anche contro Marco Aurelio Fontana, oppure se un “campione” può permettersi di dire ciò che vuole di un “semplice” Presidente di Giuria.

Anche da queste cose, si vede la serietà di un movimento che ultimamente di serio ha veramente ben poco.

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