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Se a livello nazionale c’è chi si lamenta della Commissione Nazionale Giudici di Gara e chi invece ne loda l’operato, in Lombardia non si riscontra questa divisione. Il Convegno dei commissari che è andato in scena domenica scorsa al Ghisallo si è svolto nel perfetto stile Cavalletti, cioè privo di particolari attenzioni tecniche.

Numerose le assenze, in particolare si registra il forfait pressoché totale di alcune provincie, e l’unica argomentazione tecnica trattata, in modo estremamente sommario, è stata quella proposta (imposta) dalla Commissione Nazionale.

Oltre ai 10 minuti dedicati al tema suggerito da Biancalani & c., nessun ulteriore argomento tecnico è stato approfondito né dai componenti della commissione né da commissari da loro delegati.

Giudici: sempre peggio in Lombardia. Il raduno annuale è stato un flop.

Se a livello nazionale c’è chi si lamenta della Commissione Nazionale Giudici di Gara e chi invece ne loda l’operato, in Lombardia non si riscontra questa divisione. Il Convegno dei commissari che è andato in scena domenica scorsa al Ghisallo si è svolto nel perfetto stile Cavalletti, cioè privo di particolari attenzioni tecniche.

Numerose le assenze, in particolare si registra il forfait pressoché totale di alcune provincie, e l’unica argomentazione tecnica trattata, in modo estremamente sommario, è stata quella proposta (imposta) dalla Commissione Nazionale.

Oltre ai 10 minuti dedicati al tema suggerito da Biancalani & c., nessun ulteriore argomento tecnico è stato approfondito né dai componenti della commissione né da commissari da loro delegati.

Cavalletti viene accusato da molti dei suoi commissari di non sapere guidare la commissione e di non lavorare per la crescita dei giudici, lui sembra proprio aver deciso di non fare nulla per evitare che pensino questo di lui.

Quando è arrivato a dirigere questa commissione, lamentavano i giudici, erano anni che non svolgeva con regolarità i servizi poiché fungeva da collaboratore dell’allora presidente Oreste Casati. Oggi, che sono passati un po’ di anni, non ci risulta che la sua preparazione sia migliorata, non ci risulta che esista un programma per la crescita dei commissari, non ci risulta che le designazioni vengano effettuate con una logica che vada oltre l’accontentare gli amici.

Questo, non lo diciamo noi, lo affermano moltissimi commissari lombardi fortemente demotivati da questo modus operandi.

La Lombardia è sempre stata una regione trainante per il movimento ciclistico, ma da un po’ di tempo non riesce più a ricoprire questo ruolo e così anche i commissari non sono più quelli che fungevano da modello per le altre regioni, anzi, regioni fino a qualche tempo fa arretrate rispetto alla Lombardia, come ad esempio il Piemonte, con il lavoro, la ricerca di professionalità e la serenità hanno raggiunto e presto supereranno la professionalità lombarda.

I danni che Giorgio Cavalletti ha fatto al ciclismo lombardo sono incalcolabili: in un mondo come quello del ciclismo, in cui l’aggiornamento e la crescita sono ridotti ai minimi termini, lasciare passare più di 4 anni senza andare a stimolare la crescita tecnica dei commissari, senza fare capire ai giovani che fare il giudice non è semplicemente un modo diverso di trascorrere la domenica, ma un compito serio da svolgere sempre con il massimo impegno nel rispetto delle regole, significa rovinare in modo quasi indelebile questa importante categoria.

Siamo veramente dispiaciuti di tutto questo perché a perderci è solo il ciclismo.

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