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Con la pubblicazione delle squadre invitate a Tirreno – Adriatico, Parigi – Nizza e Tour de France, aumentano i dubbi sul futuro della Geox – TMC.

Il 30 luglio 2010 era stato Claudio Ghisalberti de “La Gazzetta dello Sport” a scrivere che la Geox avrebbe investito 50 milioni di euro in 5 anni, in quell’articolo, oltre a magnificare l’azienda Geox e il suo ingresso nel ciclismo, si affermava che l’Italia avrebbe avuto la terza squadra nella massima serie, dopo Lampre e Liquigas, e si accostavano al team di Mauro Gianetti nomi di atleti di primissimo piano quali Damiano Cuengo, Michele Scarponi, Michael Rogers, Denis Menchov e Roman Kreuziger.

Dato che questo articolo è stato scritto il 30 luglio e non 1 aprile, tanti appassionati hanno sognato questo italico squadrone sponsorizzato da una delle aziende che stanno investendo di più in pubblicità. Invece così non è stato e Claudio Ghisalberti è stato, piano piano, smentito dai fatti.

Geox: un fenomeno mai iniziato e già finito

Con la pubblicazione delle squadre invitate a Tirreno – Adriatico, Parigi – Nizza e Tour de France, aumentano i dubbi sul futuro della Geox – TMC.

Il 30 luglio 2010 era stato Claudio Ghisalberti de “La Gazzetta dello Sport” a scrivere che la Geox avrebbe investito 50 milioni di euro in 5 anni, in quell’articolo, oltre a magnificare l’azienda Geox e il suo ingresso nel ciclismo, si affermava che l’Italia avrebbe avuto la terza squadra nella massima serie, dopo Lampre e Liquigas, e si accostavano al team di Mauro Gianetti nomi di atleti di primissimo piano quali Damiano Cuengo, Michele Scarponi, Michael Rogers, Denis Menchov e Roman Kreuziger.

Dato che questo articolo è stato scritto il 30 luglio e non 1 aprile, tanti appassionati hanno sognato questo italico squadrone sponsorizzato da una delle aziende che stanno investendo di più in pubblicità. Invece così non è stato e Claudio Ghisalberti è stato, piano piano, smentito dai fatti.

Il mercato della Geox, se si esclude Menchov, è stato terribilmente deludente, si è infatti puntato sul blocco Footon che è risultata la squadra più scarsa del Pro Tour 2010. La Geox non farà neanche parte della “massima serie”, contrariamente a ciò che scriveva Ghisalberti, infatti l’Unione Ciclistica Internazionale non ha accolto la richiesta di ammissione al World Tour (ex Pro Tour) della formazione di Mauro Gianetti. Infine, la squadra non è neppure affilata in Italia, ma in Spagna. Ovviamente, anche l’investimento ipotizzato di 10.000.000 all’anno non è stato mantenuto, si vocifera che l’investimento reale di Geox sia stato di 2.500.000 all’anno.

Ci lascia molto perplessi il fatto che il giornale più autorevole “La Gazzetta dello Sport” e un bravo giornalista come Claudio Ghisalberti, in quel periodo storico del nostro ciclismo abbiano enfatizzato questo ingresso, senza verificare che le ambizioni descritte fossero reali e non solamente frutto di sogni ad occhi aperti.

Oggi, un’altra legittima ambizione della Geox è stata infranta, non saranno infatti al via di Tirreno – Adriatico, Parigi – Nizza e Tour de France, e, probabilmente, non saranno al via neppure del Giro d’Italia, relegando la stagione 2011 ad una stagione più che sottotono.

I motivi di tutto ciò, oltre  ad un investimento non adeguato e ad un organico non all’altezza delle aspettative, vanno ricercati, forse, in una politica di marketing sbagliata da parte della Geox, che forse non ha mai creduto nel ciclismo come mezzo pubblicitario.

Sul fronte del mercato potrebbero esserci anche alcune novità, in particolare Denis Menchov potrebbe lasciare la squadra di Mauro Gianetti per accasarsi all’Astana.

Una cosa è sicura: l’esperienza maturata nel ciclismo dal colosso Geox, non sarà utile per invogliare altre grossi multinazionali ad intraprendere questa strada.

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