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L’ADISPRO ribadisce la propria posizione sul discusso tema delle “radioline” in corsa e lo fa appoggiando con decisione l’Associazione internazionale gruppi sportivi (Aigcp) che ha detto “no” al divieto imposto dall’UCI sull’impiego dei dispositivi nelle competizioni di classe 1 e Hc già nel 2011 ed esteso alle prove World Tour nel 2012.

«Sono trascorsi ormai due anni da quando sollecitammo un dialogo sulla questione – sottolinea Luca Guercilena, presidente dell’Asssociazione direttori sportivi –. Appelli accorati, lanciati con modalità e tempistiche opportune, portati avanti nelle sedi preposte ma puntualmente ignorati dalle istituzioni».

ADISPRO favorevole all’uso delle radioline. Guercilena:”dobbiamo evolvere il ciclismo”

L’ADISPRO ribadisce la propria posizione sul discusso tema delle “radioline” in corsa e lo fa appoggiando con decisione l’Associazione internazionale gruppi sportivi (Aigcp) che ha detto “no” al divieto imposto dall’UCI sull’impiego dei dispositivi nelle competizioni di classe 1 e Hc già nel 2011 ed esteso alle prove World Tour nel 2012.

«Sono trascorsi ormai due anni da quando sollecitammo un dialogo sulla questione – sottolinea Luca Guercilena, presidente dell’Asssociazione direttori sportivi –. Appelli accorati, lanciati con modalità e tempistiche opportune, portati avanti nelle sedi preposte ma puntualmente ignorati dalle istituzioni».

Proprio un anno fa l’ADISPRO commissionò uno studio su base scientifica a dimostrazione dell’importanza dell’utilizzo dei dispositivi in corsa: «Attraverso un’analisi quanto più oggettiva e propositiva possibile – ricorda Guercilena – riuscimmo a provare che il collegamento radio è determinante in termini di sicurezza e di corretto sviluppo delle dinamiche di corsa senza incidere in modo significativo sull’andamento tattico delle gare. Un contributo che scardina totalmente il teorema sposato ed oggi imposto dall’Unione Ciclistica Internazionale».

Ed un’idea che va controcorrente rispetto ai principi cardine sostenuti dagli altri sport professionistici, in cui in tempi moderni il rapporto tecnico-atleta si sta sempre più sviluppando all’insegna dell’evoluzione tecnologica: «Non è nostra intenzione sconvolgere le radici storiche su cui si fonda il ciclismo – conclude Guercilena – bensì evolvere su più fronti, a tutela e nell’interesse dell’intero movimento ciclistico».

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