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Ilaria D’Amico, commentando il secondo tempo dell’Inter, ha chiesto all’allenatore Leonardo se nell’intervallo avesse dato la famosa “bomba dei ciclisti” alla sua squadra. Visto il tono, chiaramente scherzoso, della domanda, anche il Mister brasiliano non ha risposto, sorridendo e facendo un’analisi tecnica sulla partita.

Ecco che il popolo ciclistico, anziché interpretare questa frase come una battuta che trova il suo fondamento nella triste storia di questo sport, ne ha fatto un “caso di stato”, scatenandosi sui siti web, sui forum e sui social network.

Stranamente però, navigando nei forum, ufficiali e non, frequentati dai supporter neroazzurri, non vi è traccia di questa polemica, eppure, quello che secondo il popolo ciclistico è un insulto è stato rivolto proprio alla loro squadra del cuore.

Ilaria D’Amico, il ciclismo, la “bomba” e l’Inter: chi si indigna, chi se ne frega

Ilaria D’Amico, commentando il secondo tempo dell’Inter, ha chiesto all’allenatore Leonardo se nell’intervallo avesse dato la famosa “bomba dei ciclisti” alla sua squadra. Visto il tono, chiaramente scherzoso, della domanda, anche il Mister brasiliano non ha risposto, sorridendo e facendo un’analisi tecnica sulla partita.

Ecco che il popolo ciclistico, anziché interpretare questa frase come una battuta che trova il suo fondamento nella triste storia di questo sport, ne ha fatto un “caso di stato”, scatenandosi sui siti web, sui forum e sui social network.

Stranamente però, navigando nei forum, ufficiali e non, frequentati dai supporter neroazzurri, non vi è traccia di questa polemica, eppure, quello che secondo il popolo ciclistico è un insulto è stato rivolto proprio alla loro squadra del cuore. Perché parlano di tattiche, di rimonta di Leonardo e di Mourinho, ma non parlano del “gravissimo” (secondo alcuni) insulto che Ilaria D’Amico avrebbe rivolto all’Inter ? Semplice, perché non è un insulto, ma solo una battuta.

Ci lascia molto perplessi la reazione che ha avuto il popolo del ciclismo che, testimoniando un integralismo a livelli mai raggiunti prima, si è nuovamente sentito una vittima del mondo esterno.

Comprendiamo che il tema doping, nel ciclismo, sia un nervo scoperto, ma non per questo dobbiamo sfoggiare le nostre (nel senso del ciclismo) frustrazioni, anche perché l’associazione bomba-ciclismo è antichissima, nel 1980, infatti, nel film “Fantozzi contro tutti”, il protagonista del film, impegnato in una corsa ciclistica aziendale, prendeva la “bomba” per vincere. Il film non aveva chiaramente l’intenzione di denigrare il ciclismo o di aprire un dibattito sullo sport pulito: voleva solamente far ridere.

L’approccio del ciclismo sul tema doping lo si può evincere dall’interpretazione del termine “carico”. Questo termine che nel calcio e nell’ambiente calcistico significa “energico”, “grintoso”, nell’ambiente ciclistico “carico” ha il significato di “dopato”.”Così, quando l’intervistatore di turno non è avvezzo al ciclismo e chiede ad un corridore “sei carico ?” si crea una situazione parecchio imbarazzante che altrove non si immagina neppure.

Tutto ciò ci fa sorridere, perché aiuta, forse, a meglio comprendere la provincialità e l’ottusità del mondo del ciclismo, arroccato in se stesso e sempre pronto a leggere delle gravissime offese nelle parole altrui. Forse, se si iniziasse a guardare le cose con maggior distacco e in modo più obiettivo, anche il ciclismo ne gioverebbe.

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