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Fervono gli ultimi preparativi all’interno dell’Ippodromo delle Capannelle per la preparazione del circuito che sarà teatro del campionato italiano di ciclocross giunto all’80.ma edizione. Misura 2850 metri con prevalenza di sterrato, erba, sabbia, ponticelli in legno per saltare la pista riservata ai cavalli e una speciale tensostruttura posta appena dopo la partenza dove il pubblico potrà mangiare, ascoltare musica e gustarsi il passaggio degli atleti.

Il tracciato permetterà al pubblico che affollerà le tribune di non staccare mai lo sguardo dal campo di gara. Inoltre all’interno dell’impianto ci saranno le telecamere a circuito chiuso che rilanceranno le immagini sui maxi-schermi consentendo di vedere meglio i particolari della gara, allenamenti compresi. Il tratto che potrebbe mettere in difficoltà gli atleti è quello in sabbia del trotto per i cavalli posizionato appena 1 chilometro dopo la partenza.

L’incognita sabbia agli Italiani di Ciclocross

Fervono gli ultimi preparativi all’interno dell’Ippodromo delle Capannelle per la preparazione del circuito che sarà teatro del campionato italiano di ciclocross giunto all’80.ma edizione. Misura 2850 metri con prevalenza di sterrato, erba, sabbia, ponticelli in legno per saltare la pista riservata ai cavalli e una speciale tensostruttura posta appena dopo la partenza dove il pubblico potrà mangiare, ascoltare musica e gustarsi il passaggio degli atleti.

Il tracciato permetterà al pubblico che affollerà le tribune di non staccare mai lo sguardo dal campo di gara. Inoltre all’interno dell’impianto ci saranno le telecamere a circuito chiuso che rilanceranno le immagini sui maxi-schermi consentendo di vedere meglio i particolari della gara, allenamenti compresi. Il tratto che potrebbe mettere in difficoltà gli atleti è quello in sabbia del trotto per i cavalli posizionato appena 1 chilometro dopo la partenza.

Danilo Di Caprio, direttore esecutivo dell’Ippodromo delle Capannelle, spiega il tipo di sabbia che caratterizza l’impianto ippico capitolino: “È uno strato di sabbia unita a cera e fibre elastiche. È un brevetto inglese attivo su sei campi europei e in Italia ce l’abbiamo solo noi a Roma. È un tipo di sabbia che permette di correre sia con il tempo avverso, sia con le temperature alte e basse. Mantenendo lo stesso livello di densità e pesantezza della pista, non cambia la sua struttura”.

Anche Fausto Scotti, presidente del comitato organizzatore ASD Romano Scotti, pone l’accento su questo tipo di sabbia insolito per i ciclocrossisti: “Quando ho provato il percorso in bicicletta per la prima volta, ho notato subito la differenza perché questa sabbia ha un effetto calamita, la ruota si incolla al terreno e si fa molta fatica a pedalare. Con Paolo Meliota, responsabile del campo di gara, abbiamo concordato di far passare tra una gara e l’altra un apposito rullo per compattare la sabbia proprio come si fa prima di una gara ippica”.

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