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Agli onori della cronaca è balzata solo la parte finale di questa intricata vicenda, ma, per provare a fare chiarezza, è necessario ripercorrerla integralmente, andando a basarsi sui fatti certi, evitando faciloneria e polemiche di basso livello.

Partiamo dalla fine: dalla revoca dell’incarico di Presidente della Commissione Direttori di Corsa ad Antonio Bertinotti e dalla denuncia che l’ex Consigliere Federale Gianni Pozzani ha presentato al Garante del codice di comportamento sportivo e alla Procura Federale nei confronti del Presidente Renato Di Rocco.

Pozzani denuncia Di Rocco. Tutto sarà insabbiato ?

Agli onori della cronaca è balzata solo la parte finale di questa intricata vicenda, ma, per provare a fare chiarezza, è necessario ripercorrerla integralmente, andando a basarsi sui fatti certi, evitando faciloneria e polemiche di basso livello.

Partiamo dalla fine: dalla revoca dell’incarico di Presidente della Commissione Direttori di Corsa ad Antonio Bertinotti e dalla denuncia che l’ex Consigliere Federale Gianni Pozzani ha presentato al Garante del codice di comportamento sportivo e alla Procura Federale nei confronti del Presidente Renato Di Rocco.

1)    Come ogni anno, anche nel 2010, Gianni Pozzani per poter svolgere le mansioni di Direttore di Corsa ha deciso di tesserarsi per la società che lo ha sempre tesserato, il Gs Domus di Bergamo. Purtroppo, all’epoca dei fatti questa società doveva regolarizzare la sua posizione nei confronti della FCI e quindi non era nelle condizioni di poter effettuare tesseramenti.

2)    Pozzani decide quindi di affiliarsi in un’altra società che gli consenta di svolgere l’attività per cui è tessrato alla FCI (Direttore di Organizzazione CCP). Dopo una breve analisi, il 20 febbraio 2010, decide di chiedere il tesseramento all’AC Arona, società che, operando anche a livello professionistico, poteva garantirgli la continuità del suo lavoro.

3)    La AC Arona non pone alcuna obiezione e manda avanti la procedura di tesseramento di Gianni Pozzani.

4)    Il 26 febbraio 2010, alla vigilia della Coppa San Geo, gara organizzata da Pozzani e della quale è anche Direttore di Corsa, Antonio Bertinotti riceve una lettera dal Presidente Di Rocco  che, riferendosi alla scelta di tesserare Pozzani afferma:” Immagino che la decisione sia stata ponderata ed il Tuo senso di accoglienza Ti fa onore. Ciascuno è libero di fare le proprie scelte, ma quando sono in contraddizione con altre, deve poi assumersene la responsabilità e trarne le conseguenze. Per quanto mi riguarda, ho sempre posto particolare attenzione alla coerenza ed allo stile di ogni persona con cui ho condiviso i progetti federali. Mi sembra evidente che siano venuti meno i requisiti di fiducia per continuare insieme nell’attuale progetto. Non ho dubbi, perciò, che provvederai immediatamente a presentare le dimissioni dagli incarichi federali ottenuti su mia proposta.”

5)    Antonio Bertinotti decide quindi di contattare telefonicamente Gianni Pozzani, spiegandogli l’accaduto e dicendo che la richiesta di tesseramento dovrà essere annullata poiché questa ha creato “divergenze con il Presidente Federale”.

6)    Alle ore 16.30 di Venerdì 26 febbraio 2010, giorno prima della Coppa San Geo, Gianni Pozzani riceve la richiesta di annullamento del tesseramento da parte dell’AC Arona e contestualmente la comunicazione degli Uffici Federali che la sua richiesta è annullata.

7)    Pozzani, non potendo fare il Direttore di Corsa alla Coppa San Geo, riesce comunque a “salvare” la corsa e, in data 3 marzo 2010, invia una richiesta di spiegazioni alla FCI

8)    Non ricevendo alcuna risposta, Pozzani presenta, attraverso un’altra società, una nuova richiesta di tesseramento, ma gli viene risposto che non può tesserarsi prima del 27 marzo, data del prossimo Consiglio Federale.

9)    Avendo ravvisato alcune violazioni ai regolamenti, Pozzani decide quindi di presentare formale denuncia al Garante del CONI e alla Procura Federale.

Fino a qui, i fatti, ora proviamo ad analizzarli. E’ estremamente grave che un Presidente chieda le dimissioni ad una persona a cui ha fatto dare (per sua stessa ammissione) un incarico di responsabilità all’interno della Federazione, solo perché non ha “emarginato” l’eretico Pozzani.

Bertinotti, infatti, lo si sarebbe dovuto valutare sulla base delle sue capacità e competenze e non sulla base di chi ha tesserato una società di cui non è neppure Presidente. Invece, ancora una volta, in questa Federazione, la valutazione dei Dirigenti non viene fatta sulle competenze, ma solo in base alle amicizie.

Non è, per fortuna, una prassi comune quella a cui è stato sottoposto Gianni Pozzani per ottenere il tesseramento, quindi, se venissero accertati i motivi di questo “trattamento particolare”, per Renato Di Rocco, al di là delle sanzioni del CONI (che vista la sua amicizia con Gianni Petrucci sarà molto bonario), potrebbero esserci anche strascichi giudiziari, infatti, se dovesse essere provato il comportamento discriminatorio, questo andrebbe a violare alcune leggi che perseguono proprio questi comportamenti.

Gianni Pozzani, nella conclusione della sua denuncia, lascia aperta la possibilità di ricorrere alla giustizia ordinaria, anche se, per lui che è un tesserato, tutto è ostacolato dai regolamenti sportivi.

Attendiamo quindi gli esiti dell’indagine del CONI e della Procura della FCI, anche se abbiamo il forte dubbio che tutto venga insabbiato. Staremo a vedere se, almeno per questa volta, sapranno sorprenderci.

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