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Caro Direttore,

ci sono cose che non commentarle sarebbe quasi come fare violenza a se stessi.

In queste ore tiene banco la notizia che in Francia, gli organizzatori di gare ciclistiche sono quasi disperati per lo straordinario aumento (500%) del rimborso orario dei gendarmi impiegati a protezione delle gare ciclistiche.

Piangono gli organizzatori del Tour, mentre quelli della Quattro Giorni di Dankerque paventano addirittura di non poter più svolgere la loro manifestazione, per non parlare degli organizzatori delle gare minori, anch’essi preoccupatissimi dal momento che in Francia i servizi di scorta sono garantiti esclusivamente dagli agenti della Gendarmeria.

Il Co.Di.Co. e una riflessione sui costi della sicurezza in Francia

Caro Direttore,

ci sono cose che non commentarle sarebbe quasi come fare violenza a se stessi.

In queste ore tiene banco la notizia che in Francia, gli organizzatori di gare ciclistiche sono quasi disperati per lo straordinario aumento (500%) del rimborso orario dei gendarmi impiegati a protezione delle gare ciclistiche.

Piangono gli organizzatori del Tour, mentre quelli della Quattro Giorni di Dankerque paventano addirittura di non poter più svolgere la loro manifestazione, per non parlare degli organizzatori delle gare minori, anch’essi preoccupatissimi dal momento che in Francia i servizi di scorta sono garantiti esclusivamente dagli agenti della Gendarmeria.

Un incremento esagerato dei costi che, sempre per bocca degli organizzatori,  testimonierebbe «la chiara intenzione dello Stato di disimpegnare le forze di polizia e rimpiazzarle con scorte formate da semplici cittadini, tanto è vero che è allo studio – tra Ministero, Federazione e Lega – l’istituzione della figura del segnalatore in moto».

Pochi giorni fa abbiamo ascoltato il nostro presidente federale lamentarsi che qualcuno, in Italia, con la sua politica di «alternativa non gratuita alla Polizia Stradale» avrebbe agevolato la «progressiva scomparsa di un servizio dovuto», quale appunto quello della Stradale.

Adesso però, anche i francesi scoprono che non tutto può essere affidato alla Gendarmeria, sempre più esosa, e che quindi, per abbattere i costi ed avere comunque il servizio necessario, si dovrà pensare a «segnalatori in moto», ovvero all’equivalente delle nostre scorte tecniche istituite nel 2002, oppure delle nostre moto staffette, già da prima selezionate e formate attraverso veri e propri corsi di abilitazione.

A questo punto una domanda sorge spontanea: in Italia, il nostro ciclismo sportivo, ha capito per tempo quale sarebbe stato il suo futuro, anticipando di quasi 10 anni gli stessi francesi, oppure ha compiuto scelte che non servivano perché tanto la Polizia Stradale sarebbe stato «un servizio dovuto»?

Ai posteri l’ardua sentenza.

Silvano Antonelli
Portavoce CO.DI.CO (Comitato direttori di corsa e direttori di organizzazione)

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