Lo abbiamo sempre detto, e sempre lo ripeteremo: nello sport a differenza della politica vera, non dovrebbero esistere fazioni, e non ci dovrebbe mai essere il “no per partito preso”, in quanto, si presuppone, l’obiettivo di tutti sia quello di migliorare le cose, nell’interesse collettivo.

Oggi, Renato Di Rocco ha voluto rispondere, dalle pagine di tuttobiciweb, a Silvano Antonelli che aveva criticato la scelta del Consiglio Federale di porre alla guida della nuova Commissione Direttori di Corsa e Sicurezza una persona priva della qualifica di Direttore di Corsa.

Quando si leggono risposte del genere, in gergo politico si dice colui che le ha date è “bollito”, non vogliamo spingerci tanto il là, ci limitiamo a dire che è molto in difficoltà. Innanzitutto, anche da questo suo scritto, come in tanti altri che abbiamo letto, traspare un’arroganza degna di nota, negativa.

Non sarà simpatico, ma se non è neppure competente …

Lo abbiamo sempre detto, e sempre lo ripeteremo: nello sport a differenza della politica vera, non dovrebbero esistere fazioni, e non ci dovrebbe mai essere il “no per partito preso”, in quanto, si presuppone, l’obiettivo di tutti sia quello di migliorare le cose, nell’interesse collettivo.

Oggi, Renato Di Rocco ha voluto rispondere, dalle pagine di tuttobiciweb, a Silvano Antonelli che aveva criticato la scelta del Consiglio Federale di porre alla guida della nuova Commissione Direttori di Corsa e Sicurezza una persona priva della qualifica di Direttore di Corsa.

Quando si leggono risposte del genere, in gergo politico si dice colui che le ha date è “bollito”, non vogliamo spingerci tanto il là, ci limitiamo a dire che è molto in difficoltà. Innanzitutto, anche da questo suo scritto, come in tanti altri che abbiamo letto, traspare un’arroganza degna di nota, negativa. Anche se il compito di un buon Presidente Federale non è quello di essere simpatico,  Di Rocco sembra riuscire bene a non fare emergere questa qualità non richiesta.

Silvano Antonelli non ha certo bisogno di difese, ma crediamo sia opportuno fare sapere quelli che sono i fatti reali.

Di Rocco sostiene che l’avvento delle motostaffette, spinto da Antonelli, abbia portato la progressiva scomparsa della Polizia Stradale dalle gare ciclistiche. E’ l’esatto contrario: dal momento che la Polizia Stradale andava ad abbandonare questo tipo di servizio, si è reso necessario individuare, con la collaborazione e formazione da parte della Stradale, personale ausiliario, in grado cioè di sostituire la Polizia per la scorta alle gare ciclistiche. Questo è esattamente ciò che è avvenuto negli stadi calcistici, con l’avvento degli Stewart, e che avviene giornalmente per le scorte ai trasporti eccezionali, fino a qualche anno fa di competenza della Stradale, oggi di competenza di apposite ditte esterne.

Non crediamo che Antonelli sia così potente da scatenare tutto questo, pensiamo che sia stata una precisa scelta a cui tutti (comprese le squadre di calcio di serie A) hanno dovuto adeguarsi.

Di Rocco sostiene  che le motostaffette rappresentino un costo per le società, ma dovrebbe sapere che anche la scorta di Polizia Stradale è a pagamento. Il Presidente, evidenzia, poi, come, secondo lui, il servizio di scorta della Polizia Stradale sia un “servizio dovuto”. Se così fosse, per quale motivo, in 6 anni di mandato, non è riuscito ad ottenere un qualcosa di dovuto ?

Di Rocco difende,  com’era ovvio e prevedibile, la scelta di affidare il ruolo di “garante” a Raimondo Soragni. E’ irrilevante sottolineare che Soragni sia sindaco di Finale Emilia, grande appassionato e promotore del ciclismo di base: chissinefrega. Di Rocco afferma poi che Soragni:” privilegia la sicurezza dei praticanti e la difesa del territorio”. Ecco spuntare, ancora una volta, il linguaggio “Dirocchese”, tanto generico per non dire nulla. In concreto cos’ha fatto Soragni per aumentare la sicurezza ? E’ noto a tutti, anche agli stessi componenti, che la Commissione Sicurezza, presieduta da Soragni, ha miseramente fallito il suo compito. Forse solo Di Rocco non è a conoscenza di questo.

Di Rocco afferma poi, sempre stando sul vago, che in questi anni la Federazione ha lavorato per:” inserirsi nei più qualificati consessi dove si parla e dispone in materia di sicurezza”. Sicuramente apprezzabile, ma in concreto cosa è stato fatto ? Come suo solito, Di Rocco si riempie la bocca di parole eleganti che gli servono a non dire ciò che non è stato fatto. Piacerebbe, a noi e a numerosi tesserati, che Di Rocco, o nel caso Soragni, stilasse un elenco di cose già realizzate (in 6 anni) per aumentare la sicurezza, in modo tale che ciascun tesserato possa verificarne l’efficacia, proporre modifiche o integrazioni. Dato che nulla è stato fatto sarà sicuramente molto difficile stilare un elenco.

Ancora una volta, Di Rocco ha perso un’occasione per tacere o per dimostrarsi collaborativo con chi, su quell’argomento specifico, ne sa molto più di lui.

Da tempo abbiamo appurato che nei supermercati di Roma non vendono né la simpatia, né l’umiltà, né la concretezza e neppure la capacità di ricerca del dialogo, vogliamo consigliare al Presidente di cercare un po’ di competenza, magari potrebbe trovarla e sarebbe già un grosso passo avanti.

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